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Lavoro nero a Carnevale, condanna della Cgil: «Disonesto per chi opera nella legalità»

«Non possiamo accettare che venga normalizzata una situazione per cui il fabbisogno di lavoro dei giorni di festa venga visto come un "lavoretto"»

La Cgil e la Filcams Cgil di Venezia condannano le situazioni di irregolarità emerse per molte lavoratrici e lavoratori durante il periodo di Carnevale appena trascorso. Il riferimento è anche ai controlli effettuati nelle passate settimane dalla guardia di finanza, che hanno permesso di riscontrare la presenza di molti lavoratori in nero in feste organizzate in pregiati palazzi di Venezia.

«Non possiamo accettare che venga normalizzata una situazione per cui il fabbisogno di lavoro dei giorni di festa venga visto come un "lavoretto". - dichiarano Daniele Giordano, segretario generale Cgil Venezia e Caterina Boato, segretaria generale Filcams Cgil Venezia - Chi offre prestazioni a questi eventi sono spesso lavoratrici e lavoratori già precari, che necessitano a maggior ragione di essere tutelati».

«Condotta disonesta per chi lavora nella legalità»

«Il lavoro nero - continuano - rappresenta una condotta disonesta anche nei confronti di chi opera nella legalità, con costi maggiori, alimentando una competizione che scarica sempre più il taglio dei costi su lavoratrici e lavoratori. La maggior affluenza turistica legata al carnevale non può essere occasione di profitto solo per i furbetti, ma deve piuttosto essere un’occasione culturale ed economica per tutta la città».

Per i due segretari, la polemica sulle difficoltà nel trovare lavoratrici e lavoratori, specie in questi settori, «si rivela in queste situazioni del tutto priva di fondamento. Di fronte ad un’offerta che si compone spesso di lavoro nero o di lavoro precario, lavoratrici e lavoratori cercano occupazione dove c’è garanzia di maggiore stabilità e soddisfazione professionale. L’industria turistica e dei grandi eventi non può continuare a vivere sulle spalle di chi lavora».

Lavoratori in nero in feste veneziane

Nel corso di poco meno di venti giorni di festeggiamenti in laguna, le fiamme gialle lagunari, con polizia locale e Ispettorato del lavoro, hanno scoperto più di 30 lavoratori in nero, di cui uno risultato anche percettore del reddito di cittadinanza, e altri dieci irregolari. Tutto ciò ha determinato l’inoltro all'Ispettorato territoriale del lavoro della proposta di sospensione di cinque attività economiche (tre ristoranti, una discoteca e un locale adibito a festa in maschera - per uno di questi la sospensione è scattata immediatamente) per aver impiegato un numero di lavoratori irregolari superiore al 10 per cento di quelli regolarmente assunti. Ulteriori approfondimenti sono in corso per un altro centinaio di lavoratori e addetti per appurare la correttezza della loro posizione lavorativa.

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