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Bonus ristrutturazioni "a misura" di Venezia: «Un'opportunità per residenti e imprese»

Confartigianato fa chiarezza nel labirinto di norme: superbonus 110% (difficilmente applicabile a Venezia), bonus casa e bonus facciate sono le opzioni da sfruttare per far ripartire i cantieri e aumentare il valore delle abitazioni, risparmiando

C'è un tesoro di bonus statali pronti per essere erogati a favore di chi ristruttura casa a Venezia. E, secondo le rilevazioni di Confartigianato, molti veneziani sarebbero propensi a farlo: il 18,2% degli abitanti del centro storico indica la volontà di attuare un'attività di restauro o risanamento della propria abitazione, mentre la spinta prodotta dagli incentivi fiscali potrebbe determinare un aumento dell'apertura dei cantieri del 30% rispetto alla media degli ultimi anni, con la creazione di un volume d'affari di almeno 5,2 milioni di euro.

Bonus a misura di Venezia

Le risorse ci sono e l'associazione, in buona sostanza, invita i cittadini a ragionare in modo concreto: in attesa dell'agognato finanziamento della legge speciale, e considerato che il superbonus 110% risulta quasi inapplicabile ai delicatissimi edifici veneziani (ci torniamo più avanti), conviene guardare ad altri tipi di contributi. Che, messi insieme, formano quella che l'associazione definisce «una piccola legge speciale per Venezia». Il principale, secondo Confartigianato, è il bonus facciate, che permette di recuperare il 90% delle spese sostenute: «È lo strumento di più facile ed efficace applicazione in una città come la nostra - fa presente il direttore di Confartigianato Venezia, Gianni De Checchi -. Inoltre, i contributi ai privati per le ristrutturazioni delle abitazioni possono agire da locomotiva per tutto il comparto casa: se i privati optano per la cessione del credito si ottengono incentivi a fondo perduto ai privati, rilancio della filiera delle costruzioni e creazione di un importante indotto su tutto il territorio».

Una spinta all'economia

Sono interventi, appunto, di cui potrebbero benificiare in molti: in primis il tessuto urbano, con il suo costruito storico che negli ultimi tempi ha avuto un calo della manutenzione; poi il mondo dell'impresa, che ha bisogno di lavorare: a seguito della pandemia, a Venezia, il comparto dell'edilizia ha avuto un calo di fatturato del 40%, quello dell'impiantistica del 26-27%; ma soprattutto ne traggono vantaggio i cittadini, i professionisti e la ricchezza complessiva della città.

Come funziona il bonus facciate con recupero spese al 90%

Il bonus facciate, riepiloga il responsabile categorie Enrico Vettore, «consiste in una detrazione fiscale che permette di coprire il 90% delle spese sostenute per realizzare interventi di restauro o recupero della facciata esterna di un edificio: è uno degli interventi più richiesti specialmente a Venezia, dove il tasso di deterioramento è molto accentuato. Questo incentivo è valido solo per edifici situati in zona di tipologia A o B, e praticamente tutta la Venezia insulare». Nell'ambito del bonus facciate si possono eseguire lavori anche sui balconi, sugli ornamenti e addirittura sulle altane. Si può richiedere il 90% della somma spesa anche solo per tinteggiare o pitturare la facciata. La somma si recupera poi in 10 anni, tramite detrazione fiscale, ma è anche possibile scegliere di cedere la cessione del credito d’imposta a un soggetto terzo, che può essere una banca o una compagnia assicurativa, oppure all’impresa stessa che fa i lavori con il sistema dello sconto in fattura.

Incontri informativi aperti a imprese e cittadini

Il bonus facciate non è l'unico che si adatta bene a Venezia: «Ci sono altri bonus "dimenticati" che offrono percentuali di rimborso più basse, ma comunque notevoli - ricorda l'architetto Antonio Girello - come il bonus per rifare il tetto (50%), quello dedicato al risparmio energetico per infissi e caldaie (65%) e il bonus casa al 50% per acquistare elettrodomestici più efficienti, fino  16mila euro di spesa». Perciò Confartigianato, con il sostegno di Edilcassa Veneto, ha deciso di riproporre queste opportunità con una serie di incontri online gratuiti diretti a imprese e cittadini: un ciclo di 5 date con cadenza settimanale, ogni venerdì a partire dal 19 febbraio (iscrizioni su eventbrite a questo link). Nel frattempo l'associazione ha già avviato un processo di collaborazione con le banche e ha in programma iniziative di sensibilizzazione dirette agli amministratori condominiali.  Nel corso degli incontri Confartigianato insisterà anche sulla necessità di appoggiarsi a imprese qualificate, oltre che di scegliere professionisti preparati a gestire tutto l'iter amministrativo. L'obiettivo, dunque, è informare e formare le aziende, i professionisti e la committenza sugli incentivi fiscali concretamente attivabili nella città antica, per non fare errori che alla fine comporterebbero la perdita dei bonus.

I problemi del superbonus 110% a Venezia

Il superbonus 110% è uno strumento di detrazione complesso da adottare, soprattutto in una realtà delicata e rigidamente vincolata come il centro storico di Venezia. L'aspetto più critico è l'obbligo del “doppio salto di classe energetica”, che di fatto impone l'installazione di un cappotto termico,  un’operazione quasi impossibile in una città con 20 mila edifici sottoposti a vincolo paesaggistico. Un'altra criticità è legata al fatto che il superbonus non è applicabile a edifici che presentano abusi edilizi, che a Venezia sono tantissimi; ultimamente l'Agenzia delle Entrate ha cercato di sbloccare la situazione specificando che le agevolazioni non decadono quando gli abusi sono di lieve entità (pari al 2%), questo però non ha evitato la corsa alle richieste di sanatorie presso gli uffici comunali intasando l’operato dell’amministrazione. Altro problema è il meccanismo della cessione del credito: le banche hanno tardato ad organizzarsi e solo di recente si sta muovendo qualcosa, ma anche qui i dubbi sono più delle certezze. «Con il superbonus 110% è passato un messaggio distorto - spiega Andrea Bertoldini, presidente di Confartigianato Venezia - cioè che si possono fare i lavori gratis. Questo non è vero o lo è solo in minima parte, ma in ogni caso questa ipotesi così narrata ha creato troppi appetiti e molta confusione. I committenti non devono farsi abbagliare da incentivi che poi si rivelano incompatibili con la natura degli edifici storici della città».

Per quanto riguarda il vincolo del doppio salto energetico, nel frattempo, l'associazione si è attivata a livello nazionale presentando un emendamento che propone una deroga per i centri storici di particolare pregio culturale, storico e architettonico: per ora l'iniziativa non ha avuto seguito.

Abbandonare la logica dei codici Ateco

Sul tema della crisi economica De Checchi ha parlato anche dei famosi ristori governativi alle aziende, criticando il metodo di distribuzione: «Il sistema dei codici Ateco crea imprecisioni e discriminazioni talvolta assurde, come nel caso capitato a due fratelli fioristi, entrambi con attività a Venezia: uno riceverà il ristoro e l'altro no, solo perché le rispettive società hanno codici diversi. La vera logica, invece, dovrebbe essere quella dei fatturati: se hai perso fatturato ottieni il ristoro, a prescindere dal tipo di attività. Tant'è che, su proposta di Confartigianato assieme ad altre associazioni, in dicembre il Parlamento aveva approvato una risoluzione in questo senso. Poi, con la caduta del governo, si è arenato tutto».

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