Confcommercio sul "caso" Muretto: «Sì ai controlli, no alle chiusure»

L'associazione fa notare lo sforzo fatto dai gestori per far rispettare le norme anti covid e invita a non colpevolizzare

Per ora il Muretto di Jesolo ha annullato le prossime serate in programma, ma il tema dell'apertura e del funzionamento delle discoteche è ancora tutto da discutere. Perché, nonostante le precauzioni, il rischio che in pista venga a mancare il rispetto dei distanziamenti e dell'uso di mascherine è alto. La Confcommercio San Donà-Jesolo è tornata oggi sull'argomento facendo riferimento, appunto, al "caso" del Muretto, dove si sono creati assembramenti di ragazzi verso la fine della nottata di sabato scorso: «Si è sempre detto che con il Covid-19 ci dovevamo convivere - dice Confcommercio - Quindi, nel pieno rispetto di tutte le regole, che, come imprenditori, siamo i primi a volere seguire e fare seguire, non creiamo allarmismo e sensazionalismo. Sì ai controlli, sì alle regole, no alle chiusure. Bene ha fatto il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia ad intervenire. Lo appoggiamo su tutta la linea».

Il sindaco aveva fatto notare: «Se vogliamo convivere con il virus vanno accettate anche certi tipi di situazioni, dobbiamo smetterla di essere ipocriti. Se è vero che in discoteca si va per ballare, credo che certi episodi in qualche modo vadano messi in conto o comunque accettare». Confcommercio conferma: «Se qualcuno, in generale, sbaglia, è giusto che paghi; però non si crei allarmismo. Jesolo è probabilmente la località turistico-balneare che meglio sta reagendo al post lockdown, con molti turisti, eppure gli unici due focolai sono stati di importazione, ovvero alla Croce Rossa (sul quale ci siamo già espressi, presentando anche un esposto) e con i cittadini del Bangladesh. Questo significa che la città, gli imprenditori e l’Ulss4 stanno facendo tutti un ottimo lavoro. Diciamo a tutti: continuiamo a rispettare le regole e fare attenzione, ma al tempo stesso capiamo in che situazione particolare ci troviamo».

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Sulla stessa linea il presidente Silb-Confcommercio, Franco Polato: «La nostra associazione è sempre stata per il rispetto delle regole, per cui, una volta accertati i fatti, se qualcuno ha delle colpe dovrà assumersene la responsabilità. Detto questo, siamo consapevoli che le regole imposte sono in qualche modo incompatibili o comunque difficili per il nostro lavoro; noi cerchiamo di fare il massimo per rispettarle e farle rispettare».

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