Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Il mondo imprenditoriale a Mestre: critiche al governo, appello all'unità e al rispetto delle norme

Incontro promosso da Confcommercio con la partecipazione delle associazioni di categoria e dei sindaci. Brugnaro: «Lottiamo e supereremo anche questa». Marinese: «La priorità è il rispetto delle regole sanitarie»

Il mondo dell'imprenditoria si è incontrato nel chiostro dell'M9 di Mestre, su iniziativa di Confcommercio metropolitana, per parlare dei problemi e delle prospettive dell'economia locale, nell'era della pandemia e dei Dpcm. C'erano i sindaci dei Comuni della città metropolitana, i rappresentanti delle associazioni di categoria, i sindacati. Da tutti un invito a «essere uniti in questa guerra», affrontando le preoccupazioni per il progressivo blocco delle attività produttive. «Al governo - dice il presidente Confcommercio metropolitana di Venezia, Massimo Zanon - presentiamo le lamentele delle imprese che rischiano di ritrovarsi in condizioni disperate. Chiudono i negozi e le botteghe, altre attività non hanno più lavorato dal primo lockdown: discoteche, agenzie turistiche. Combattiamo da sempre su questi fronti, anche per avere le briciole che ci sono arrivate abbiamo dovuto combattere. Ai sindaci, fin da subito, abbiamo chiesto di togliere le tasse sulle insegne e sui plateatici, di diminuire i costi fissi della raccolta di rifiuti. I Comuni dovrebbero rispondere in modo unitario, perché quando una bottega chiude è una grossa perdita, anche economica: per il Comune le risorse degli anni successivi non saranno più le stesse».

Gli appelli più accorati sono arrivati dal presidente di Confindustria Venezia, Vincenzo Marinese, e dal sindaco Luigi Brugnaro. Entrambi si sono dissociati in modo forte dalle manifestazioni di violenza e disobbedienza: «Serve rispetto, guai ad arrivare al disordine: i facinorosi vanno isolati», hanno detto. Marinese ha insistito sulla necessità di rispettare le norme: «Dobbiamo pretenderlo - ha tuonato - Altrimenti ci rimettiamo tutti. Non possiamo permetterci un altro lockdown. È una situazione che ci innervosisce, ma dall'altra parte deve imporre un mea culpa. Troppo facile prendersela con il governo, dobbiamo prendercela anche con chi non rispetta le regole, altrimenti diventiamo qualunquisti. Dobbiamo dire "basta" a chi sbaglia: dobbiamo ripartire dal rispetto scrupoloso delle regole, rinunciare alla movida, osservare seriamente la pulizia delle mani, il distanziamento e le mascherine. La ricetta è la rigidità nelle regole e le sanzioni molto dure, anche economiche, per chi le viola. E poi chiediamo stabilità, la possibilità di poter lavorare e soprattutto regole chiare. Questa situazione di precarietà è drammatica».

Brugnaro ha insistito con il «"no" alle manifestazioni di violenza», piuttosto invece «la protesta garbata, il dissenso, le controproposte». Il sindaco, però, ha criticato con forza il governo: «Ora chiede aiuto, e io confermo la nostra totale disponibilità, ma devono dire la verità: non sanno più da che parte girarsi: sono incapaci. Siamo una delle più grandi città d'Italia e in otto mesi non ci hanno mai chiamati. Non si può dare in mano il Paese a questa gente qua». «Servono provvedimenti efficaci, a cominciare da quelli sanitari - ha spiegato -. A tutt'oggi, ad esempio, non esistono norme chiare su come debba essere curata una persona in quarantena, che ha contratto il virus al momento in forma lieve». Servono provvedimenti «in ambito finanziario, come uno stop alle tasse o lo stanziamento di finanziamenti certi e veloci per le imprese». E poi «basta anche col "partito del no", che in questi anni ha allontanato tanti possibili investitori dalla laguna. Questa crisi dobbiamo combatterla tutti: non rassegniamoci alla paura, viviamo, apriamo, quando si può. Non deve passare la voglia di fare impresa. Ci sono le mascherine che ci proteggono, ci sono i medicinali: la pandemia non è poi così tragica come la stanno dipingendo. Lottiamo in senso positivo, con idee, con entusiasmo, con il sorriso».

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