Consulenti del lavoro: allarme misure per lavoratori e imprese nel decreto rilancio

Preoccupazione da parte della presidente dell'ordine di Venezia Patrizia Gobat per le nuove disposizioni del governo

Emerge una forte preoccupazione da parte dell'ordine dei consulenti del lavoro di Venezia per le nuove misure del decreto rilancio per imprese e lavoratori. «I tempi di approvazione del decreto ambiziosamente chiamato “rilancio” si stanno dilatando in modo preoccupante e le bozze non lasciano intravvedere nulla di buono» sono le parole del presidente dell’ordine Patrizia Gobat. 

I dubbi sul nuovo decreto

«Dopo la drammatica esperienza della cassa integrazione della prima fase, che migliaia di lavoratori stanno ancora aspettando per il mese di marzo, registriamo nei giorni scorsi alcuni stop anche nell’erogazione degli assegni Fisa causa dell’esaurimento delle risorse assegnate con il decreto 18 – aggiunge Gobat -. Non solo le piccole aziende soggette alla cassa in deroga e non solo per colpa della doppia autorizzazione Inps/Regioni, quindi, ma per una totale incapacità del governo di legiferare nei tempi utili a garantire il giusto sostentamento ai lavoratori e alle imprese. Si è voluto continuare con una tecnica legislativa che comprende un coacervo di norme che nulla hanno a che fare con l’emergenza e sulle quali il disaccordo all’interno della maggioranza sta allungando terribilmente i tempi».

L’ordine veneziano fa presente che le aziende avevano sperato in ulteriori 9 settimane ma sembra che al momento il decreto preveda la concessione di 5 settimane di cassa integrazione da usufruire fino al 31 agosto e ulteriori 4 settimane dal 1° settembre al 31 ottobre. Nel frattempo viene prorogato il divieto di licenziamento fino al 31 agosto. La domanda dei consulenti, però, è come si possa istituire un divieto di questo tipo in assenza di copertura per ammortizzatori sociali, in quanto il personale non è l'unico costo dell'azienda ma vanno considerati anche i canoni di locazione, le bollette, le tassi e altri costi fissi che non sono comprimibili. 

«Stiamo tutti puntando sulla riapertura del 18 maggio – prosegue Gobat - ma anche su questo aspetto le imprese e gli studi professionali si stanno cimentando con il ritardo con cui stanno uscendo i protocolli di sicurezza definiti dall’Inail e dall’ISS con le misure da adottare per le diverse attività. Per ristoranti, bar e settore turistico sicuramente le norme sul distanziamento produrranno un calo dei posti disponibili e per l’apertura delle spiagge sarà un bel cambiamento per il nostro modo di andare al mare. E ancora stiamo aspettando il protocollo per l’apertura di parrucchieri e centri estetici».

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Le richieste al governo

I consulenti del lavoro chiedono al governo una proroga degli ammortizzatori sociali e, soprattutto, di non ripetere gli intoppi che hanno rallentato la prima fase. Si chiede, inoltre, il rinnovo delle domande di cassa integrazione con un clic e finanziamenti a fondo perduto adeguati per gli operatori economici che sostengano realmente la ripresa.

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