Referendum sui turni di lavoro ai Musei Civici, passa la linea dei confederali

Contrattazione di secondo livello per quasi 400 dipendenti della vigilanza e delle biglietterie. Cgil, Cisl e Uil: «Continueremo a chiedere che si aumenti l'apertura delle sedi»

Musei civici, archivio

Passa la linea dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che rappresentano i lavoratori della vigilanza e dei servizi di biglietteria della Fondazione Musei Civici, al referendum del 9 ottobre per l'approvazione del contratto integrativo. «L'accordo riguarda quasi 400 dipendenti e ha avuto l'approvazione del 66% dei votanti», fanno sapere Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti.

La spaccatura fra sindacati

La contrattazione è ripartita, ed è arrivata al termine, a 6 mesi dall'interruzione unilaterale dell'integrativo precedente, che ha causato ai dipendenti perdite economiche e perfino una possibile perdita delle ore lavorate, vista la riduzione dell'orario di apertura, stabilita per il periodo invernale, dei Musei. La decisione è stata infatti comunicata dalle cooperative, che gestiscono il servizio, solo successivamente ai sindacati. Critiche erano emerse dall'Unione sindacale di base, pubblicate anche sulla pagina Facebook sindacale, che ha definito l'accordo peggiorativo, a causa dello spezzettamento dei turni, anche dei part time, la pausa pranzo non retribuita, e la banca ore, «sistema a scapito dei lavoratori». Usb ha fortemente criticato le scelte delle altre sigle.

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Sedi museali aperte

Il decentrato, al quale la maggior parte dei lavoratori ha dato il consenso, prevede una banca ore, alla quale si potrà aderire volontariamente, e il recupero delle ore non retribuite nei mesi precedenti. «Continueremo - dicono i sindacati - a chiedere alla Fondazione e al Comune l'aumento dell'orario di apertura delle sedi museali per i turisti, ma soprattutto per le lavoratrici e i lavoratori che custodiscono e controllano una parte del patrimonio veneziano».
 

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