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Ticket d'accesso, i chiarimenti del direttore generale del Comune

La rassicurazione: «L'istante successivo a quello in cui un cittadino dichiara di aver invitato qualcuno a casa, non sarà possibile per nessuno mettere in relazione invitante ed invitato

«Sento la necessità e il dovere di intervenire per fare chiarezza sull’argomento che, in quanto svolta rivoluzionaria per la vivibilità della città, comprensibilmente è all’attenzione di tutti i cittadini, e vorrei evitare ci fossero malintesi comunicativi». Così, il direttore generale del Comune di Venezia, Morris Ceron, interviene sul dibattito relativo al contributo d'accesso per Venezia, che vede le rimostranze delle forze politiche di opposizione.

Ceron sottolinea come l'introduzione di un contributo per chi accede alla Venezia "insulare", sia una delle azioni necessarie per regolare i flussi turistici, «anche sulla scorta delle sollecitazioni provenienti ad esempio dall’Unesco», aggiungendo che la scelta che si sta compiendo, «è quella di garantire la massima agibilità per tutti i residenti, introducendo, oltre alle fattispecie di esclusione che sono già previste per legge, anche un’amplissima e articolata serie di esenzioni».

Una delle questioni sul campo è quella della privacy: «Su questo tema - aggiunge Ceron - mi sento di poter fornire rassicurazioni di pieno rispetto della normativa in materia. Circa le questioni maggiormente all’attenzione di alcuni consiglieri, mi sento di poter affermare che i residenti in città non avranno alcun particolare onere, in quanto l’essere residenti è già un dato fornito all’amministrazione. Ho notato, poi, che sulla questione delle relazioni personali si è aperto un dibattito. Vorrei essere chiaro: l’istante successivo a quello in cui un cittadino dichiara di aver invitato qualcuno a casa propria, non sarà possibile per nessuno mettere in relazione invitante ed invitato. Questo perché il dato sarà semplicemente cancellato. Pertanto, l’ospite avrà un Qr Code dal quale non sarà possibile risalire chi l’ha emesso, proprio per garantire la privacy di ciascuno».

«Più tecniche, e quindi non affrontabili per le vie brevi, - prosegue il direttore generale - sono le prescrizioni relative al controllo e alla sicurezza dei dati che, in ogni caso, anche se riferibili solo a situazioni aggregate e generali, saranno conservati in modo sicuro per il tempo minimamente necessario a svolgere le funzioni assegnate dalla legge e in rigoroso rispetto delle normativa».

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