Domanda alta ma risorse insufficienti per il sociale: l'appello del Csv

Sabato a Zelarino il convegno “Stacco”, con l'analisi dell'utenza tra le fasce deboli. Bonet: «Male l'assenza delle amministrazioni»

Il bisogno di volontariato sul territorio va ben al di là delle risorse disponibili. È la sintesi del convegno svoltosi sabato a Zelarino alla presenza delle realtà collegate al Csv, centro servizi per il volontariato. L’indagine presentata nell'occasione rivela che l’offerta di servizio corrisponde a un terzo della potenziale domanda. Ha spiegato Giorgio Bonet, presidente del Csv di Venezia: «Dobbiamo chiederci come raggiungere questi nuovi territori, come raggiungere queste persone. Dobbiamo analizzare a fondo le nostre potenzialità e fare delle proposte, perché le risorse non sono infinite e non sono in grado di sopperire a tutto. Il progetto deve quindi evolvere. Oggi dobbiamo chiederci come riorganizzare la nostra progettualità e aggregare nuove persone».

Appello alle amministrazioni

Bonet lancia quindi l’appello alle amministrazioni locali: «È inevitabile notarne l’assenza. Si parla di un progetto che coinvolge 500 comuni e centinaia di volontari e non ho visto qui un solo sindaco, assessore comunale al sociale, un dirigente o un funzionario del settore sociale. Questo è grave: dovrebbero essere presenti perché si discute di servizi che vengono erogati alle fasce deboli della loro popolazione. Tanto più che era presente l’assessore regionale al sociale Lanzarin e questo si sarebbe potuto trasformare in un momento di confronto tra Regione e Comuni su un tema fondamentale». «Abbiamo discusso molto e fatto un’analisi approfondita, ma quello che è mancato – aggiunge Bonet - è l’elemento di proposta. Dobbiamo iniziare a chiederci come raccordare i servizi per fare in modo di coprire tutte le aree del territorio, non solo quella della provincia di Venezia, e quindi come possiamo fare per mettere a sistema tutte le realtà del volontariato».

Contributo regionale

Il contributo regionale è stato confermato nei giorni scorsi dalla giunta, con un aumento del 25 per cento rispetto al 2017. «Numeri e rendicontazione – spiega l’assessore regionale Manuela Lanzarin, ricordando che il progetto complessivo ha superato la quota di 2 milioni di chilometri di trasporto – ci confermano la validità del servizio, attivo dal 2015 nelle province di Belluno, Venezia, Verona, Treviso e Vicenza. La Regione contribuisce alle spese vive, in relazione all’attività svolta e al numero di persone trasportate». Nel dettaglio, quest’anno la Regione sosterrà il Comitato di intesa tra le associazioni volontaristiche della provincia di Belluno (110 mila euro), il Coordinamento delle associazioni di volontariato della città metropolitana di Venezia (115 mila euro), la Federazione del volontariato di Verona (110 mila euro), il Coordinamento delle associazioni di volontariato della provincia di Treviso (105 mila euro), la federazione provinciale di Vicenza “Volontariato in rete” (60 mila euro).

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I dati sono stati presentati nel corso del convegno regionale sul progetto di accompagnamento sociale “Stacco”, durante il quale è stato possibile mettere a confronto le esperienze maturate nelle diverse province del Veneto e presentare lo studio di ELL (Economics Living Lab, spin-off dell’università degli studi di Verona) sul profilo degli utenti che si rivolgono progetto Stacco nelle province di Belluno, Venezia, Treviso e Verona e l’analisi costi/benefici.

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