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Un corso per diventare sentinelle contro la violenza

Tra San Donà e Portogruaro l'iniziativa per formare parrucchiere ed estetiste con cui, spesso, le vittime di violenza si confidano. Parte anche il protocollo Zeus, per rieducare i soggetti maltrattanti

Il fenomeno della violenza in ambito domestico continua a preoccupare. In attività di ascolto da parte dei centri antiviolenza, presenti nel territorio, continua a emergere che le vittime spesso provano vergogna o paura, talvolta impotenza, nel riferire quanto a loro accade. 

Da questa consapevolezza è nato un confronto tra enti locali, socio sanitari, centri antiviolenza e associazioni imprenditoriali di categoria, Confartigianato e Confcommercio del mandamento di San Donà di Piave e di Portogruaro, per dare una risposta concreta. Ed ecco che parte il progetto “Sentinelle contro la violenza”. Dalle attività di ascolto dei servizi socio assistenziali, infatti, è emerso che molte donne si  sono confidate, prima di rivolgersi ai centri antiviolenza, con amiche o persone di fiducia e, fra queste, la propria parrucchiera o estetista. 

Sono stati quindi avviati, nel Sandonatese e Portogruarese, dei corsi di affiancamento alle imprese interessate grazie alla disponibilità del Centro antiviolenza “La  Magnolia” di San Donà di Piave. Corsi della durata di un’ora e mezza, finalizzati a formare gli operatori del benessere, titolari e collaboratori, nel diventare “Sentinelle contro la violenza “, ovvero nel saper consigliare e indirizzare persone che dovessero loro rappresentare problematiche di violenza domestica. Grazie alla professionalità e alla disponibilità delle operatrici e operatori artigiani  del settore benessere è stata quindi istituita una rete di figure “Sentinelle contro  la violenza” che sono in grado di ascoltare le preoccupazioni delle vittime e che possono consigliare e indirizzare coloro che dovessero rappresentare problematiche relative a violenze in ambito domestico.

Protocollo Zeus

Nella giornata di ieri, sempre con l'obiettivo di contrastare fenomeni di violenza, il questore di Venezia Maurizio Masciopinto, il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti, il direttore generale Ulss 4 Mauro Filippi, il cavaliere Roberto Bellio della fondazione onlus “E. Ferrioli e L. Bo” e il dirigente della divisione anticrimine  Giampaolo Palmieri hanno firmato il protocollo Zeus, promosso dal Ministero dell’Interno, volto a diffondere sul territorio le buone prassi finalizzate ad implementare la capacità di contenimento e gestione delle violenze relazionali in ambito domestico. 

Il Protocollo Zeus - nome che evoca il primo caso di maltrattamento nella mitologia greca - prende spunto da un più ampio progetto europeo, denominato Enable, che costituisce un modello d’azione che amplia l’efficacia dell'ammonimento del questore destinato ai responsabili di violenza. «L’ammonimento è uno strumento importante perché, prima che si arrivi ad ambiti da procedimento penale, è finalizzato a intervenire sul soggetto maltrattante, puntando ad avviare un percorso verso un cambiamento», spiegano dalla questura.

Con l’adozione del “Protocollo Zeus”, già adottato in altri capoluoghi di regione italiani, si vuole agire non più soltanto sulla repressione ma «sulla rieducazione attraverso un percorso di consapevolezza che conduca a una più lunga e consolidata azione di prevenzione, mettendo in condizione il soggetto maltrattante di non perseverare nei suoi comportamenti riconoscendone la pericolosità».

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