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Corteo acqueo votivo alla Madonna della Salute

Tredicesima edizione dell'iniziativa del Gruppo sportivo artigiani. Oltre 50 le imbarcazioni a remi che hanno partecipato alla manifestazione lungo il Canal Grande

Tredicesima edizione del corteo acqueo votivo alla Madonna della Salute, la tradizione si è rinnovata questa mattina a Venezia con l’iniziativa del Gruppo sportivo artigiani. Oltre 50 le imbarcazioni a remi che hanno partecipato alla manifestazione lungo il Canal Grande, tra queste i dragon boat delle Pink Lioness in Venice e del Trifoglio Rosa di Mestre, i kayak della Canottieri Mestre, le imbarcazioni delle remiere Querini e Bucintoro, una rappresentanza di Ail Venezia e della Scuola Grande di San Marco.

A guidare il corteo è stata la gondola bianca “Penelope”, che ha trasportato il cero votivo, accompagnata da altre canoe di associazioni e famiglie. Partito alle 9.45 dallo spazio acqueo davanti alla Pescheria di Rialto, il pellegrinaggio ha attraversato il Canal Grande fino alla Basilica della Salute dove c'è stato l’alzaremi d’onore, poi sulla scalinata della chiesa è stato presentato il tradizionale cero votivo, alto quasi 2 metri e dipinto a mano da una socia dell’associazione.

All’appuntamento sono intervenuti, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini e il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni Giovanni Giusto oltre ad alcuni consiglieri comunali. Presenti inoltre Giovanni Leoni, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Venezia e in rappresentanza dell’Ulss 3 Mario Po’, già direttore del polo museale della Scuola Grande di San Marco.

Anche quest’anno il cero è stato dedicato alla Madonna per chiedere la protezione per Venezia, per tutta la cittadinanza, ma anche per i medici e gli operatori della Sanità per il loro impegno profuso nel lungo periodo di pandemia. «Nel lungo periodo di pandemia li abbiamo chiamati eroi, ma sono eroi ogni giorno perché prestano la loro attività per assisterci, senza risparmiarsi - ha scritto Roberto Leprotti, presidente del Gruppo sportivo artigiani Venezia, di cui è stato letto il messaggio inviato - Il corteo è l’espressione della devozione del mondo della voga alla Madonna della Salute, ma che fin dalla prima edizione ha voluto essere un momento di inclusione con il coinvolgimento dei ragazzi che rappresentano il futuro sociale di Venezia».

Alla cerimonia l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini e il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni Giovanni Giusto oltre ad alcuni consiglieri comunali. C'erano poi Giovanni Leoni, presidente dell’ordine dei Medici della provincia di Venezia e in rappresentanza dell’Ulss 3 Mario Po', già direttore del polo museale della Scuola Grande di San Marco. «Ringrazio il Gruppo sportivo artigiani perché il corteo da anni rinnova in modo perpetuo l’annuncio di una delle più antiche tradizioni di Venezia, che lega il mondo del remo alla Madonna della Salute - ha detto Giusto - Tenere vive le tradizioni non è nostalgia del passato, ma un modo per custodire la venezianità. Oggi, pur in anticipo rispetto al 21 novembre, giorno della ricorrenza, riviviamo un pellegrinaggio che dal 1630 non si è mai interrotto in segno di devozione alla Madre di Venezia».

«Questa iniziativa racconta al mondo la bellezza e l’unicità di Venezia, ma anche l’impegno del mondo della Sanità pubblica che in questi tre anni ha lavorato duramente per respingere gli assalti del virus - ha aggiunto Venturini - Grazie alla responsabilità dei medici e degli operatori sanitari, al loro impegno nelle varie strutture presenti sul territorio, oggi possiamo tornare a condividere le tradizioni della nostra città, partecipando insieme a momenti importanti come il corteo che ben abbina la tradizione della voga al mondo della sanità, un rapporto che dobbiamo impegnarci a tenere saldo». Dopo i saluti delle autorità, don Fabrizio Favaro, rettore del seminario e della basilica, ha guidato i presenti in un momento di preghiera collettiva che si è concluso con la benedizione del cero e delle barche. Poi il cero è stato portato sull’altare maggiore dove rimarrà acceso fino al giorno della ricorrenza.

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