Covid, l'appello del mondo della notte: "A rischio 3mila posti di lavoro"

Polato (Silb): "La Regione non ci dimentichi". Le richieste di aiuto presentate al governo

«Siamo consci di non poter essere una priorità per il governo in questa fase di emergenza, così come comprendiamo le difficoltà di rendere compatibili le nostre attività con il necessario principio del distanziamento sociale. Ciò, però, non deve essere una condanna a morte per un settore importante dell’offerta turistica italiana ed in particolare dei litorali come quello veneto; per ciò speriamo che almeno la Regione non ci dimentichi». E' l'appello di Franco Polato, Presidente del Silb (Sindacato Italiano Locali da Ballo) – Confcommercio Metropolitana di Venezia e Rovigo, che ha coordinato un’assemblea on-line, convocata insieme agli operatori per un confronto sulla drammatica congiuntura vissuta dal settore locale che, oltre ai 350 dipendenti diretti, anima un indotto con circa 3mila posti di lavoro, allo stato attuale senza alcuna prospettiva.

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Le richieste al governo

L’incontro è avvenuto in concomitanza con la presentazione del “protocollo sicurezza” per la riapertura di discoteche e discobar al responsabile della task force anti Coronavirus, Vittorio Colao; a consegnarlo è stato Maurizio Pasca, Presidente del Silb, ma anche referente europeo per il “mondo del divertimento”, presente “da remoto” all’assemblea virtuale veneziana. Pasca ha illustrato le richieste presentate dal Silb al  Governo ed a sostegno delle quali si terrà una manifestazione nazionale a  Roma, appena torneranno liberi  gli spostamenti fra regioni, presumibilmente a metà maggio; Tra le richieste avanzate: la “pace fiscale” per tutto il 2020; la sospensione di mutui e finanziamenti in essere, così come delle utenze con il correlato stop alle interruzioni di servizio per morosità; il ripristino dei voucher cartacei; la riduzione dell’IVA dal 22% al 10% al pari degli altri settori dello spettacolo;  il blocco degli sfratti per impossibilità a pagare la locazione; agevolazioni per l’accesso al credito. Per quanto riguarda la riapertura dei locali, sono state presentate alcune proposte-pilota in Puglia e Campania: cospicua riduzione degli ingressi, secondo le regole del distanziamento sociale e con l’uso di termoscanner; difficile, invece, l’obbligo di mascherine e guanti. Fra i tanti problemi sollevati, il pagamento dei canoni d’affitto e delle forniture è tema, che assilla i gestori di discoteche e discobar; per questo, è consigliata la rinegoziazione degli accordi a fronte dell’imprevista situazione venutasi a creare. 

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