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SuperJet e Leonardo, all'assemblea dei 600 a Tessera cala il silenzio

Sindacati e rsu: «Il governo e la società battano un colpo». Incertezza per il lavoro a Venezia e stipendi sospesi dalle sanzioni. Fim, Fiom, Uilm e Failms: «Il ministro Orlando ci ha garantito attenzione»

Ieri all'assemblea c'erano tutti. I lavoratori di SuperJet, quelli di Leonardo velivoli e gli altri di Leonardo divisione elicotteri: circa 600 operatori. I 144 di Superjet stanno pagando di tasca loro, senza averne colpa né responsabilità, le sanzioni alla Russia. A fine aprile niente stipendio: le banche, che pur si stanno muovendo per aggirare l'ostacolo, hanno i conti bloccati dalle decisioni politiche. I fornitori non consegnano più nulla all'azienda a capitale russo, né più nulla può partire per raggiungere Mosca. Tutto bloccato. E chi vorrebbe lavorare resta in cassa integrazione.  

Per le commesse di Leonardo è iniziato il conto alla rovescia. Nessuna certezza sulla produzione. E ieri, all'assemblea dei 600 a Tessera, è calato il silenzio. «Il confronto ci consegna un futuro carico di preoccupazioni e incertezze che, per motivi e tempistiche diverse, non può lasciarci indifferenti - dicono i sindacati - Quanto sta accadendo in Superjet è paradigmatico delle “distorsioni” che stanno provocando le sanzioni contro la Russia, decise dalla comunità internazionale e dal governo italiano, ma che stanno compromettendo il futuro di 144 famiglie con l’ulteriore beffa del blocco degli stipendi da parte degli istituti di credito».

Alla divisione elicotteri si teme l'esaurimento del carico di lavoro. Infatti, già verso la fine dell’anno in corso potrebbero emergere scarichi importanti con una probabile riduzione dell'occupazione. «Eppure Leonardo in Italia funziona, produce e fattura», spiegano sindacati e lavoratori. «Nei velivoli il lavoro non manca, bisognerebbe adeguare gli spazi perché attualmente alcune attività vengono svolte in condizioni difficili, sotto l’aspetto della salute e della sicurezza - continuano le sigle Fim, Fiom, Uilm, Failms e la rsu -. Il rischio è che i lavori vengano portati altrove, in altri siti. Leonardo batta un colpo e si faccia sentire, questo silenzio assordante è inaccettabile».

In assemblea giovedì è stato condiviso un percorso di mobilitazione per riuscire a portare la direzione di Leonardo a confrontarsi con le rappresentanze e dare risposte. «L’impegno preso dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, venerdì scorso a Santa Maria di Sala, è sicuramente un aspetto positivo, ma in mancanza di risposte sulle preoccupazioni dei lavoratori e dalle lavoratrici ci vedremo costretti dalla prossima settimana a iniziative di mobilitazione come abbiamo deciso in assemblea», concludono.

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