Tutti i numeri della cardiologia di Mirano: in aumento le procedure dell’intero albero vascolare

I numeri fanno sperare di essere confermata tra le emodinamiche più attive del territorio nazionale

Dalle 416 alle 528 procedure di interventistica vascolare e carotidea: tra il 2018 e il 2019 i numeri della cardiologia di Mirano dell'Ulss 3 Serenissima continuano a salire. «Questa cardiologia eccelle tra gli ospedali pubblici per l’interventistica che riguarda l’albero vascolare: lo hanno confermato i numeri del 2018 e lo confermeranno anche quelli del 2019». Il primario Salvatore Saccà stila un bilancio dell’attività svolta nel corso del 2019. I numeri fanno sperare di essere confermata tra le emodinamiche più attive del territorio nazionale, secondo i dati pubblicati dal Gise (Società italiana di cardiologia interventistica).

Nel 2018 la cardiologia dell’ospedale di Mirano è stata la sesta nella classifica nazionale per volumi di procedure effettuate sull’intero albero vascolare. E prima in Italia come ospedale pubblico. Il posizionamento nella classifica era stato ottenuto proprio per il numero delle procedure di interventistica vascolare e carotidea effettuate nel 2018: in tutto 416 procedure. Nel 2019 i numeri che si sono registrati per le procedure del distretto periferico sono stati 528. 

I numeri della cardiologia di Mirano

Per quanto riguarda, l’attività cardiologica in generale, i volumi nel 2019 si assestano ancora su numeri importanti: oltre 19 mila prestazioni ambulatoriali (come visite, ecocardiogrammi, elettrocardiogrammi, test ergometrici, Ecg Holter), a cui si aggiungono 2.218 procedure tra diagnostica ed interventistica, di cui 995 angioplastiche coronariche, la metà delle quali eseguite, in urgenza, in corso di sindrome coronarica acuta. Da segnalare anche l’attività di interventistica strutturale cardiaca che ammonta a 90 procedure. Per l’elettrofisiologia invece, tra impianti e sostituzioni di pacemaker e defibrillatori, questo servizio ha eseguito 445 procedure. Più una quarantina di ablazioni di fibrillazione atriale (si blocca la fibrillazione con la bassa temperatura), 500 consulenze per i reparti e oltre 4 mila per il pronto soccorso di Mirano-Dolo. E poi 2.707 ricoveri con oltre 14 mila giornate di degenza (5,2 è il numero delle giornate medie di degenza per ciascun paziente, un dato inferiore alla media regionale). Importante, infine, è stato il ruolo ricoperto dalla telemedicina con 422 teleconsulti e oltre 2 mila controlli da remoto. 

«La cardiologia di Mirano, che recentemente è stata anche potenziata – ricorda il primario Salvatore Saccà –, è un servizio capace di garantire elevati standard qualitativi. Basti pensare alla emodinamica con cui continuiamo l’attività di diagnostica e interventistica coronarica, ma anche alla diagnostica e interventistica vascolare periferica e carotidea». Per quanto riguarda l'elettrofisiologia «garantiamo impianti di pacemaker e defibrillatori e il trattamento della fibrillazione atriale con crioablazione e ablazione con radiofrequenza - continua -. Nei casi di angina refrattaria alla terapia medica ed alla rivascolarizzazione coronarica, effettuiamo il posizionamento di uno stent in una vena cardiaca in modo da aumentare la pressione nei capillari del cuore. Usiamo questa metodica quando non è possibile rivascolarizzare per una malattia coronarica troppo grave».

Un nuovo angiografo

«Recentemente, il servizio è stato arricchito con l’attivazione di una nuova sala di emodinamica, equipaggiata con un moderno angiografo - ricorda il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben -. La ristrutturazione della nuova sala ha riguardato il locale nel suo complesso (dal pavimento, agli arredi, alle dotazioni impiantistiche) e in particolare è stato completamente rifatto, adeguandolo come standard alla nuova strumentazione, tutto il sistema di protezione e di schermatura contro le radiazioni prodotte».

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