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In Veneto calano gli incidenti sul lavoro. «Ma si parla ancora troppo poco di sicurezza»

Verona fa segnare il numero più alto di denunce di infortuni, ma sopra le 10mila c'è anche Venezia

Più si è in avanti con l’età, più aumenta il rischio di farsi male sul luogo di lavoro. Non solo, sono gli stranieri a infortunarsi maggiormente. E tra le categorie a rischio ci sono soprattutto l’edilizia e la metalmeccanica. Sono alcuni degli elementi emersi nella tavola rotonda che si è tenuta ieri mattina alla Cittadella dell’Edilizia di Marghera, dove sono intervenuti i segretari generali nazionali della Filca (edilizia) Enzo Pelle e della Fim (metalmeccanici), Ferdinando Uliano, oltre ai segretari generali veneti delle stesse categorie, Francesco Orrù (Filca) e Nicola Panarella (Fim), 170 delegati, il segretario generale della Cisl Veneto, Gianfranco Refosco, il direttore di Inail Veneto, Enza Scarpa e il docente di Ca’ Foscari Venezia, Giovanni Finotto.

Denunce di infortuni in calo

Nell'occasione sono stati presentati i risultati della ricerca “La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro” della Fondazione Corazzin, che ha fornito un quadro molto chiaro non solo a livello nazionale ma pure regionale e provinciale. Ebbene, i morti sul lavoro in Veneto nel 2023 sono stati 101, mentre nell’ultimo decennio gli anni neri sono stati il 2022 (con 129 decessi), il 2016 (con 128) e il 2018 (con 125). Oltre 120 morti si sono registrati pure nel 2015 (con 124) e nel 2013 (con 123). Lo scorso anno, la provincia di Verona ha fatto segnare il maggior numero di vittime (32), seguita da Venezia (20) e Treviso (17). Riguardo alle denunce degli infortuni, nel 2023 in Veneto sono state 69.643, in discesa rispetto agli anni precedenti; anche qui, la provincia scaligera fa segnare il numero più alto (14.132), seguita da Vicenza (13.457) e Padova (13.200). Sopra le 10 mila troviamo Treviso (con 12.301) e Venezia (11.700).

I settori più colpiti

Altro aspetto riguarda i numeri legati ai morti e denunce in Veneto per nazionalità, dove l’incidenza straniera nel rapporto tra infortuni e occupati si fa sentire più di quella italiana. E ancora, le malattie professionali denunciate in Veneto nel 2022 sono state 3.919, dietro a regioni come Toscana (9.234), Marche (5.907) Emilia-Romagna (5.691), Sardegna (5.084), Puglia (4.806), Lazio (4.203) e Abruzzo (3.992). In totale, in Italia è il numero è stato di 60.643. Tra le categorie a rischio, guardando al periodo 2018-2023, troviamo chi lavora nella fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature), lavori di costruzioni specializzati, fabbricazione di macchinari e apparecchiature, attività di servizi per edifici e paesaggio e costruzione di edifici. «Mi auguro che a livello italiano si chiuda, almeno, la vicenda della patente a punti, partendo con una sperimentazione nell’edilizia per poi allargarla agli altri settori - ha detto Enzo Pelle, segretario nazionale della Filca Cisl -. Si parla ancora troppo poco di sicurezza, non è un tema marginale ma serve sensibilizzare di più».

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