"Riavviati" gli ospedali, tra accessi controllati e inviti alla prudenza: «Il rischio di tornare al lockdown c'è»

Da oggi gli utenti stanno tornando a usufruire delle prestazioni ordinarie. Migliorano i dati nelle case di riposo, prosegue il lavoro di screening. Attenzione al focolaio di Noale

Controlli all'ingresso di un ospedale

La fase 2 è iniziata anche negli ospedali e, per dare un dato, già oggi nella Ulss 3 sono stati svolte oltre 8mila prestazioni, numero non troppo distante da quelli di una giornata pre-emergenza Covid. Sono stati eseguiti prelievi, interventi, accessi al pronto soccorso e ci sono anche 13 nuovi nati. All'ospedale di Noale, dove nei giorni scorsi è stato riscontrato un nuovo focolaio, la situazione sembra essere sotto controllo e oggi l'attività è andata avanti regolarmente, con l'effettuazione del servizio di prelievi. «Dobbiamo abituarci al fatto che emergano dei piccoli focolai di positività -  ha spiegato il direttore dell'Ulss 3, Giuseppe Dal Ben -. A Noale abbiamo esaminato tutti i nostri operatori, che avevamo già testato il 17 aprile: allora erano tutti negativi. Adesso cerchiamo di capire cosa può essere successo in quella struttura. In questo momento abbiamo una quindicina di operatori positivi, quasi tutti asintomatici, un medico ricoverato. I pazienti positivi, una decina, sono stati portati al covid-hospital per precauzione. Sono persone fragili, ricoverate da mesi. I due che sono deceduti erano persone con pluripatologie importanti».

Case di riposo e screening

I dati sono migliorati ulteriormente nelle case di riposo del territorio dell'Ulss 3, dove è terminato il secondo giro di tamponi: il numero di ospiti positivi è sceso a 65 (l'1,87% del totale), di cui 54 ricoverati. Questa settimana saranno sottoposti a tampone, tra gli altri, 350 operatori che stanno per rientrare al lavoro nei centri diurni per disabili (Ceod), chiusi all'inizio dell'epidemia e pronti a riaprire dall'11 maggio. «In totale siamo a quasi 45mila tamponi effettuati - ha riepilogato Dal Ben - È un numero importante che certifica un gran lavoro di screening fatto. Continuiamo a controllare in particolare case di riposo, dipendenti, medici di base, pediatri e tutti gli operatori sanitari». Altre categorie, invece, sono state sottoposte ai cosiddetti test rapidi: forze dell'ordine, polizia locale, volontari delle associazioni, operatori domiciliari: circa 10mila in tutto, per quanto riguarda l'Ulss 3.

Gli ospedali

«Oggi negli ospedali abbiamo visto un afflusso sostenuto ma ordinato - ha spiegato Dal Ben -. Abbiamo messo in atto le nuove regole: c'è un primo filtro in cui si chiede all'utente la motivazione del suo arrivo, una seconda fase in cui si verifica se indossa guanti e mascherina e si fa la misurazione della temperatura. Poi la persona può proseguire. Gli accessi al pronto soccorso continuano a essere contenuti. Oggi, tra le 106 persone arrivate al pronto soccorso, ne abbiamo rilevate 11 positive al tampone». La regola è che in ospedale si accede solo su prenotazione e appuntamento, anche se in questi primi giorni c'è un minimo di tolleranza. All'Angelo gli accessi sono controllati da volontari della protezione civile e guardie giurate.

Veneto orientale

Qualcosa di simile sta avvenendo negli ospedali del Veneto orientale, gestiti dall'Ulss 4: accedono alle strutture solo persone che devono fruire di prestazioni sanitarie (urgenti, programmate) o amministrative, che devono far visita ad un congiunto, personale. «Un filtro necessario ad impedire la diffusione del virus - ha spiegato il direttore Ulss 4 Carlo Bramezza - perché anche un solo caso di contagio può compromettere la funzionalità di intere unità. Per i controlli ai varchi di accesso ci siamo affidati a una ditta che ogni giorno fornisce 18 operatori qualificati». Alcuni numeri per quanto riguarda il Veneto orientale: alle ore 11 le  persone entrate all'ospedale di San Donà di Piave attraverso il varco principale sono state 250, nei punti prelievi ospedalieri è stato esteso l'orario di attività di due ore, fino alle 11.30, con prenotazione obbligatoria. Il punto prelievi di Jesolo mantiene invece l'orario 7.3 - 9.30. Nel primo giorno di riapertura, il laboratorio analisi di San Donà ha registrato 120 prestazioni; 80 all'ospedale di Portogruaro e  27 all'ospedale di Jesolo.

Massima prudenza

È innegabile che, con la fase 2, il Veneto ha ricominciato a muoversi. Il rischio che il virus torni a diffondersi, però, è alto: «Invitiamo le persone alla massima prudenza - dice ancora Dal Ben -. I comportamenti individuali saranno quelli che condizioneranno l'esito della fase 2: rispettiamo le regole sull'uso di mascherina, guanti/gel e distanziamento sociale, facciamo attività fisica ma limitiamoci, usiamo buon senso e prudenza. Basta un niente perché riesploda tutto. Vogliamo vedere in questi 10-15 giorni come andrà: il rischio di tornare al lockdown è alto».

I numeri della Ulss 3

Dal 21 febbraio scorso si sono registrati 1788 casi positivi, di cui oggi se ne contano 362. I guariti sono 1245, mentre i ricoverati sono 147 (di cui 44 negativizzati, ma ancora in ospedale per la sintomatologia). Ad oggi si registrano 12 persone in terapia intensiva, di cui 5 sono negativizzate.  Le curve degli isolati e dei guariti fanno ben sperare: mentre scende quella degli isolamenti (da oltre 2000 a inizio aprile, oggi si è scesi a 548), sale quella dei guariti (da 471 a 1245). Si ricorda che abbiamo pronti 101 letti di terapia intensiva e che ben 56 sono liberi ed attualmente sono 12 quelli occupati da persone Covid 19.

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L'ospedale di Dolo

Intanto ci sono due novità per l'ospedale di Dolo: la ripartenza dei lavori per la realizzazione del nuovo pronto soccorso, che erano stati bloccati verso fine marzo (terminato il solaio del piano terra); e la ripartenza, sempre a Dolo, di alcune attività di tipo ordinario come quelle di specialistica ambulatoriale (oggi sono ad esempio stati effettuati 75 prelievi). Il nuovo pronto soccorso sarà in gran parte costruito ex novo con una metratura in ampliamento pari a circa 1800 metri quadrati, oltre la ristrutturazione di circa 180 metri quadrati dell'esistente. Sorgerà nell’area dove, dieci anni fa, era ubicato il vecchio pronto soccorso, ovvero ad est del monoblocco ospedaliero. Il progetto, dice l'Ulss, ha tenuto conto della umanizzazione dei luoghi di assistenza e cura: corridoi con ampie vetrate, luce naturale per ogni ambiente e ampie prospettive su giardini interni, stanze molto accoglienti con arredi moderni e dotate di tecnologie all’avanguardia.

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