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Porto di Venezia, carbone: nell'anno del Covid una flessione contenuta

In calo del 76% il traffico passeggeri dei traghetti mentre il traffico crocieristico è rimasto praticamente fermo

Nell’anno segnato dalla pandemia i dati relativi ai traffici dei porti lagunari confermano una prevedibile flessione rispetto al 2019: il porto di Venezia perde nel complesso 2,5 milioni tonnellate (-10,3%), percentuale da ridurre al netto del carbone, il porto di Chioggia perde, invece, circa 409 mila tonnellate (-31%). Un calo, quello riportato dal porto veneziano (-10.3%) che,  sulla base degli ultimi dati disponibili, risulta inferiore alla riduzione media (-14.3%) registrata lo scorso anno dai porti italiani comparabili sotto un profilo geografico, di mercato e funzionale.

Nonostante gli effetti del coronavirus sull’economia mondiale il secondo semestre ha visto un miglioramento rispetto alla prima parte dell’anno nel confronto con gli stessi periodi del 2019. Ed è in particolare nel quarto trimestre che il porto di Venezia registra la diminuzione minore con un calo pari all’ -8,1% di tonnellate di merci movimentate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, percentuale che, al netto dell’intermediazione di carbone, si consolida ad un valore pari a -4.7%.

Il settore carbonifero gioca un ruolo centrale nelle dinamiche generali dell’intermediazione di merci del sistema portuale veneto. Infatti, per quanto riguarda lo scalo veneziano, una rilevante porzione del traffico perduto nel 2020 è legata al crollo del carbone (-69,6%), causato dal graduale abbandono da parte dell’Italia di questa fonte energetica in continuità con i principi stabiliti dalla Strategia Energetica Nazionale. Al netto del carbone che sconta decisioni non afferenti alle dinamiche portuali di Venezia, la flessione dei traffici del porto veneziano passa quindi dal 10,3% al 6,3%. Le rinfuse liquide segnano un -5,1% (-461 mila tonnellate), quelle solide che comprendono anche il carbone, si attestano sul -20,4% (-1,278 milioni tonnellate) mentre il general cargo registra un -8,6% (-844 mila tonnellate). In controtendenza, con una crescita del 2,6%, alcuni prodotti alimentari come i mangimi e i semi oleosi, mentre tengono sostanzialmente le rinfuse siderurgiche (che diminuiscono del 6,6%) e i prodotti chimici che riportano una tenuta con un calo contenuto del 2%. 

Sempre a Venezia, in calo Il settore container che perde 64.394 Teu (-10,8%). In calo del 76% il traffico passeggeri dei traghetti mentre il traffico crocieristico è rimasto praticamente fermo quest’anno (-99,6%) con 5.653 passeggeri rispetto agli oltre 1,617 milioni dell’anno precedente. A Chioggia, invece, risultano azzerate le poche rinfuse liquide transitate nel porto nel 2019 e in flessione del 10,4% le rinfuse solide, con i prodotti per l’edilizia (cemento, calce, malta) che perdono più di 65 mila tonnellate. Segnali positivi arrivano, in questa categoria di merci, dai prodotti chimici solidi che crescono del 5,7% con 7mila tonnellate sebbene, in termini assoluti, tale tipologia merceologica rappresenti una realtà limitata. In calo del 59,3% anche il general cargo.

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