Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Crisi turismo: nel 2020 a Venezia 9,4 milioni di presenze in meno. Protesta dei precari

I dati della Regione certificano il record negativo, soprattutto nelle città d'arte. Il sindacato Adl Cobas: «Migliaia di lavoratori con aiuti insufficienti dopo essere stati sfruttati con contratti stagionali, part time o a chiamata»

La manifestazione di venerdì mattina

Stamattina una nuova manifestazione a Venezia ha richiamato l'attenzione sulle enormi difficoltà dei lavoratori del turismo. Davanti agli uffici regionali, in fondamenta Santa Lucia, i rappresentanti di Adl Cobas hanno mostrato striscioni di protesta, chiedendo un incontro con la Regione. È un tema che interessa moltissimi residenti della provincia, di cui una gran parte stagionali e precari: migliaia di persone che sono occupate come camerieri ai piani, addetti alle pulizie, facchini e simili.

«Il settore turistico-alberghiero è stato travolto dalla pandemia, provocando un’emergenza senza precedenti - spiegano i manifestanti - e l’industria del turismo, che per decenni ha spolpato la città, è collassata». Uno «shock» che, secondo i lavoratori, «mostra con chiarezza tutti i vecchi vizi di questo comparto: migliaia di persone con contratti precari, a chiamata, part-time involontari o in nero, stagionali, non ce la fanno più a tirare avanti senza reddito o con la miseria dalla cassa integrazione». Sergio Zulian di Adl Cobas spiega: «Abbiamo incontrato i dirigenti regionali, che si faranno portatori con l'assessore di questa nostra grande emergenza. È necessario intervenire velocemente con fondi regionali o statali per degli stanziamenti specifici. Ora c'è anche il nuovo ministero del turismo, cercheremo tutte le forme per farci sentire».

I dati diffusi dalla Regione in queste ore confermano la profonda crisi, certificata da una serie di record negativi: il 2020 si è chiuso con un -61,1% degli arrivi in Veneto e un -54,4% delle presenze, in larga parte a causa dell'assenza dei turisti stranieri. Tutte le destinazioni ne hanno risentito, ma a soffrire di più sono state proprio le città d’arte, dove la perdita delle presenze è superiore al 65% (16,6 milioni in meno): Venezia è in assoluto la città più colpita, avendo perso 9,4 milioni di presenze (-72,5%). Anche la stagione balneare si è conclusa con flussi turistici molto inferiori a quelli usuali (11,6 milioni di presenze in meno, ovvero -45,9%).

«Il Covid ci sta stremando - ha commentato l'assessore Caner - ma sta anche rafforzando una voglia di riscatto. Se il 2020 rimarrà nella nostra storia come l’annus horribilis, il 2021 e gli anni a venire non potranno che essere quelli della rinascita». Secondo Caner in questa fase vanno fissati due obiettivi: uscire dalla pandemia, accelerando sul fronte della vaccinazione, e nel contempo mettere in sicurezza le aziende della filiera turistica e le professioni ad collegate attraverso gli indennizzi.

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