Giovedì, 29 Luglio 2021
Attualità Marittima

Navi, Di Blasio: «Durissima prova e sfida per il porto del futuro»

Vtp scettica. «Sulla Marittima investiti 160 milioni di euro di fondi pubblici e privati. Si va paventando l'esclusione anche della navi più piccole, quelle del settore del lusso

Grandi navi in Marittima a Venezia, archivio foto

«Il decreto legge del governo sulle grandi navi è per il porto di Venezia una doppia sfida». Lo afferma Fulvio Lino Di Blasio, presidente dell’Autorità portuale di sistema del mare Adriatico settentrionale. «Introduce misure urgenti per la tutela delle vie d’acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia, da un lato, mettendo a durissima prova per l’intero settore della crocieristica; e pone una sfida per il porto del futuro e la costruzione di Venezia quale capitale della sostenibilità, dall'altro. Le decisioni giungono in una fase di ripartenza delle crociere dopo un biennio particolarmente difficile - continua Di Blasio - per il settore a livello mondiale. Occorre gestire la transizione verso nuove modalità operative per le crociere, che siano sostenibili dal punto di vista ambientale e compatibili con le funzioni portuali commerciali e industriali già presenti, operando, al tempo stesso, per dare continuità al lavoro e valorizzare il grande patrimonio di competenze che ha reso Venezia una delle destinazioni più apprezzate al mondo. Nel corso di questi ultimi giorni abbiamo dato il nostro contributo tecnico al Ministero e al Governo per analizzare le criticità e identificare ipotesi di percorso amministrativo.

Venezia terminal passeggeri

Sulla questione è intervenuta la società pubblico-privata Vtp spa. «Ci sono le istanze e le aspettative dei soci di Vtp e di tutti gli stakeholders coinvolti (circa 200 società venete), che vedono venir meno i loro diritti e restano in attesa di certezze per il proprio futuro. Auspichiamo che il governo tenga conto delle proposte già fatte quali ad esempio il Vittorio Emanuele che di fatto consentirebbe di mantenere viva la Marittima senza destinarla alla chiusura. La finanza di progetto presentata dalla nostra società a ottobre 2019 prevedeva un investimento di oltre 30 milioni di euro per gli interventi manutentivi sul canale Vittorio Emanuele III in linea con il Piano regolatore portuale vigente, e prevedeva la valorizzazione della Marittima su cui sono stati investiti 160 milioni di euro di fondi pubblici e privati», commenta Fabrizio Spagna, presidente di Venezia Terminal Passeggeri spa. 

«Si va paventando di fatto, per l'esclusione anche della navi più piccole, quelle del settore del lusso che dal primo agosto non potranno più arrivare alla Marittima, un danno maggiore anche perché ci vorrà tempo per sistemare le banchine a Marghera e il canale dei Petroli, allo scopo di far transitare le navi da crociera in sicurezza. Di fatto sappiamo già per certo che le Compagnie di crociera americane, come la Royal Caribbean Cruise Line e la Norwegian Cruise Line, ci hanno comunicato la loro contrarierà a posizionare navi a Marghera in assenza di condizioni minime di sicurezza. A queste si dovranno aggiungere le navi di lusso che per ovvi motivi non hanno mai dato la propria disponibilità a spostarsi a Marghera, ad esempio Viking, Azamara, Silversea, Ritz Carlton solo per citare le più importanti. Tutto ciò comporterà una profonda revisione del piano industriale della società», afferma inoltre Galliano Di Marco, direttore di Venezia Terminal Passeggeri spa.

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