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La crociata di Belluco arriva nel Veneziano: «No al decreto ingiuntivo degli avvocati: a rischio famiglie e aziende»

Il vicepresidente nazionale e presidente del Veneto di Confedercontribuenti ha iniziato un tour di volantinaggio contro il DDL presentato da cinque senatori: «Ho scritto anche una lettera al presidente della Repubblica. A nessun politico visto al governo interessa difendere i debitori delle banche»

Dopo le tappe venete che non hanno risparmiato il ritrovo della Lega a Conselve di Padova, Alfredo Belluco si è spostato anche nel Veneziano a Stra dove ha tenuto un volantinaggio per spiegare ai cittadini l'usura bancaria e per sensibilizzarli sul "nefasto" DDL 755/2018, il decreto Ingiuntivo Veloce, emesso dagli avvocati firmatari i senatori della Lega Simone Pillon, Massimo Candura, Emanuele Pellegrini, Andrea Ostellari e Massimiliano Romeo.

Decreto ingiuntivo

Belluco, che nelle scorse ore si è appellato con una lettera anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arringa: «Se passa questa legge incostituzionale e funesta 244 mila avvocati potranno emettere il Decreto Ingiuntivo quasi immediatamente esecutivo e pignorare i beni mobili e immobili del presunto debitore. Quello che nessuno spiega, però, è che i debiti presunti delle banche e società finanziarie sono spesso gonfiati da tutta una serie di illeciti civili e penali con il superamento sistematico del tasso soglia di usura. Con il risultato che il debitore in realtà è spesso un creditore: per questo è necessario far esaminare, e anche noi con la mia associazione lo possiamo fare, tutti i crediti maturati nei confronti di una banca».

Le cifre

Le cifre sono pesantissime e coinvolgono, si evince dalla denuncia, milioni di cittadini: «Stiamo parlando di 360 miliardi di euro per 10 milioni di persone, famiglie e aziende. Se verrà approvata questa legge non ci sarà pari dignità tra debitore e creditore. Una follia che ci farà tornare alle macerie del dopoguerra». 

La politica 

La denuncia di Belluco non risparmia la politica, assente in materia: «Nessuno dei partiti che ho visto finora al governo è intervenuto realmente per contrastare sia il reato di usura bancaria che questo disegno di legge, che non cade con i governi, e che presenta la firma di alcuni senatori. Nessun politico al governo e all'opposizione interessa difendere gli interessi dei presunti debitori delle banche; famiglie e aziende. Addirittura esponenti di spicco del territorio, da destra a sinistra, non sanno nemmeno di cosa si tratti. Noi chiediamo le dimissioni di questi senatori firmatari e chiediamo anche che vengano attuati alcuni provvedimenti in termini di usura bancaria come l'introduzione di un responsabile di banca che, in caso di illeciti, risponderà anche penalmente. Non è possibile che a rimetterci siano sempre e solo i cittadini».

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