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Al via la sperimentazione "Safety Dancing", defibrillatori nelle discoteche del Veneziano

Nonostante i numerosi decessi per arresto cardiaco registrati, ad oggi non c'è l'obbligo per le discoteche di dotarsi di "Dae". La sperimentazione al via nei locali del litorale

Nonostante i numerosi casi di arresti cardiaci con relativi decessi registrati, ad oggi non esiste una legge che obblighi i pubblici esercizi a dotarsi di un defibrillatore. Infatti dal primo luglio dello scorso anno con il c.d. Decreto Balduzzi l’obbligo di munirsi di “Dae” è entrato in vigore solo per le associazioni e le società sportive dilettantistiche. La Regione Veneto ha tuttavia previsto, nel proprio regolamento l’utilizzo dei defibrillatori in ambito extraospedaliero, sulla base dell’afflusso di pubblico, ad esempio nelle grandi strutture commerciali e nei punti di maggior aggregazione di persone.

La formazione degli operatori

Per tali motivi Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia e il suo sindacato dei locali da ballo Silb (che l’estate scorsa ha firmato un apposito protocollo d’intesa con la Prefettura e le Forze dell’Ordine) hanno avviato in partnership con RBM Assicurazione Salute, una campagna di sensibilizzazione per l’adozione di defibrillatori, rivolta ai titolari/gestori dei locali da ballo della provincia di Venezia, che hanno formato all’uso in questa prima sperimentazione 12 operatori dei locali Gasoline, Mai Tai, Mio Club, Molo5 e Muretto.

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