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Martedì, 28 Giugno 2022
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Ampliamento dei 13 hotel a Venezia, Ance: «Buon intervento»

Dopo la bufera in Consiglio comunale venerdì il commento del presidente degli edili Giovanni Salmistrari. «Porta a riqualificare spazi già esistenti». Opposizioni contro l'espansione di strutture ricettive

Ampliamento di 13 hotel in centro storico a Venezia: positivo il giudizio del presidente di Ance, i costruttori edili di Venezia Giovanni Salmistrari. «Interventi numericamente contenuti che portano a recuperare e riqualificare spazi già esistenti, accrescendo la qualità dell’offerta turistica». Dopo la battaglia in Consiglio comuale venerdì e l'approvazione del provvedimento che permette l'espansione di 13 strutture ricettive a Venezia a maggioranza, c'è il commento dell'associazione che guarda con favore alla delibera per gli alberghi del centro storico, duramente criticata con momenti di tensione da tutte le opposizioni.

«Anzitutto – premette Salmistrari – è positivo il fatto che questi progetti, che in passato spesso transitavano per i soli uffici comunali competenti, siano portati in piena trasparenza alla discussione, prima in commissione urbanistica e poi in Consiglio comunale, vale a dire nel massimo organo rappresentativo della cittadinanza. Inoltre, non si sta parlando di nuove strutture, ma di progetti che vanno nella direzione del recupero di spazi con la finalità di un generale miglioramento della qualità degli immobili e delle strutture».

La delibera

«Si tratta di 35 nuove camere distribuite per 13 strutture alberghiere che senza implicare uno stravolgimento del tessuto edilizio cittadino, concorreranno a un innalzamento della qualità dell’offerta turistica, un obiettivo sul quale i giudizi sono concordi», continua il presidente Ance. Nel testo della delibera, passata con 19 voti favorevoli e 13 contrari, viene detto che si tratta dei primi interventi autorizzati in deroga dal Consiglio comunale da quando cinque anni fa, il 15 giugno 2017, è stata adottata la variante urbanistica (poi approvata definitivamente l'11 aprile 2018) che ha posto fine alla possibilità di modificare con una semplice pratica edilizia la destinazione d'uso degli edifici della città antica per realizzare nuovi alberghi o ampliare quelli esistenti, possibilità fino ad allora consentita dalle norme urbanistiche per la maggioranza degli edifici. Gli interventi approvati, in termini di superficie ricettiva e numero di camere, in base alle richieste pervenute all'amministrazione fino al 9 novembre 2021, sono i seguenti:

Locanda Vivaldi: 111,6 metri quadri: due nuove camere; hotel San Samuele: 819,8  metri quadri, nove nuove camere; hotel Grandeur Oxley 163,14 metri quadri: tre nuove camere (cui aggiungere il vano tecnico di proprietà del Comune di Venezia di 15,71 metri quadri); hotel Duodo Palace: 87,6 metri quadri: quattro nuove camere; hotel Aquarius: 108 metri quadri, una nuova camera; Nuova Giovannelli srl 315 metri quadri: due nuove camere; hotel le Isole 131 metri quadri: due nuove camere; Vicri sas 52,90 metri quadri: due nuove camere; Noah srl 245,00 metri quadri: tre nuove camere; hotel Tre Archi srl 330,40 metri quadri: sei nuove camere.

Con lo stesso provvedimento è stata autorizzata la conversione a uso ricettivo del vano tecnico a servizio della rete antincendio di proprietà del Comune di Venezia situato al piano terra di “Palazzo Donà”, sede del complesso alberghiero HotelGrandeur Oxley. Impianto di cui era già prevista la dismissione nell'ambito di un progetto complessivo di riqualificazione della rete. 

Le ragioni 

La decisione, si legge nel testo della delibera, è motivata da due ragioni. "Le richieste di riqualificazione delle strutture esistenti, anche considerata l’entità degli ampliamenti proposti, appaiono coerenti con l’obiettivo dell’amministrazione di migliorare la qualità delle strutture e dei servizi, senza pregiudicare le esigenze di controllo e contenimento dello sviluppo di attività ricettive nel centro storico di Venezia, per cui c'è già stata l’adozione delle disposizioni restrittive nel 2018". Inoltre, la profonda crisi delle attività legate al turismo ha imposto di sostenere in ogni modo quelle esistenti, consentendo agli operatori di adeguare le proprie strutture nel tempo più breve possibile". Con l’approvazione di un emendamento di giunta, venerdì, sono state inserite nel provvedimento le risposte al parere negativo espresso nei confronti della delibera da parte della Municipalità di Venezia, Murano, Burano.

«Se esaminiamo - conclude Salmistrari - la natura di questi nuovi ambienti vediamo che si tratta di locali, più di qualcuno al piano, terra con usi svariati (magazzini, uffici da tempo abbandonati, negozi), per cui appare infondato l’allarme per la sottrazione di spazi alla residenzialità che, come veneziani prima ancora che come imprenditori, ci sta particolarmente a cuore».

La critica

«Il documento prevedeva casi molto diversi tra loro: si va dal miglioramento dell’accessibilità all’apertura di una sala per le colazioni, dall’inglobamento di appartamenti negli alberghi, alle aperture di nuove camere ai piani terra, in ex uffici postali, oppure alla trasformazione di parti di immobili classificati come magazzini, negozi e ex laboratori artigiani. La maggioranza ha richiamato i principi dell’economicità e della semplificazione amministrativa, sostenendo che il Comune è stato molto più efficiente e veloce accorpando i 13 casi. Certo, ma veloce ed efficiente a fare cosa? A favorire gli interessi dei privati. Mai che si rovesci l’obiettivo, ossia tutelare il pubblico - commenta Giovanni Andrea Martini del gruppo consiliare "Tutta la Città Insieme!" -. Siamo arrivati a una giunta che decide tutto e poi si fa ratificare in Consiglio le proposte di deliberazione senza possibilità di discutere, con un’arroganza mai vista prima. Non mi pare un gran miglioramento. Purtroppo questa delibera farà da apripista: ora ci sarà la corsa per ottenere simili favori. Chissà come mai sempre più veneziani si sentono messi alla porta».

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