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Potere al Popolo denuncia: «Armi per Israele a Porto Marghera»

Gli attivisti: «Nave con un carico transitata il 25 maggio, l'Autorità portuale faccia chiarezza». Mercoledì una conferenza stampa. La fermata a Venezia però non sarebbe legata ad armamenti, ma a un carico di tubi

Il 25 maggio 2024 sarebbe transitata a Porto Marghera una nave carica di armi per Israele. Lo denuncia l'ufficio stampa di Potere al Popolo del Veneto, gruppo politico che da qualche settimana sta monitorando il transito di navi che potrebbero essere collegate al conflitto in corso a Gaza nel porto veneziano, notando un transito costante di navi per Israele.

Per gli attivisti non ci sarebbero dubbi: la nave in questione è la Borkum, una general cargo ship che batte bandiera delle Barbados, che è transitata già per il porto di Las Palmas e di Cartagena, e poi per Capodistria nonostante le decise proteste della comunità locale avessero chiesto che venisse impedito l’accesso al porto sloveno.

I primi che hanno segnalato il coinvolgimento di questa nave nella filiera degli armamenti israeliana sono stati proprio gli attivisti spagnoli della Red Solidaria Contra la Occupaciòn De Palestina (RESCOP), secondo cui la nave sarebbe carica di esplosivi e sarebbe diretta verso il porto di Ashdod. Secondo quanto ricostruito dagli attivisti spagnoli, la commessa trasportata dalla nave sarebbe di proprietà della IMI System, la più grande compagnia israeliana che si occupa della fornitura di armamenti per le Israel Defence Forces (IDF), l'esercito israeliano. L'organizzazione spagnola sostiene di aver verificato che la nave contiene 20 tonnellate di motori a razzo, 12,5 tonnellate di razzi, 1.500 kg di sostanze esplosive e 740 kg di cariche e propellenti per cannoni.

«Ci chiediamo cosa ci faccia questa nave nel nostro porto, data anche la tratta insolita che ha portato questo vascello a salire fino a Capodistria e Venezia. Forse è utile ricordare che l’Italia è il terzo fornitore al mondo di armamenti verso Israele. Chiediamo alle autorità competenti di fare luce su questa vicenda. Chiediamo che si interrompa immediatamente ogni coinvolgimento del nostro territorio in questo genocidio, che vengano condotte ispezioni sulla Borkum e su navi in transito dirette verso Israele, e che l’Italia vieti l’ingresso nei suoi porti di navi coinvolte nel traffico di armi che saranno usate contro la popolazione civile a Gaza» concludono gli attivisti di Potere al Popolo, che organizzeranno una conferenza stampa mercoledì.

Il tema sollevato, comunque, riguarda il piano etico. Le Dogane prevedono specifiche regole riguardanti le operazioni di esportazione, importazione e transito di materiali di armamento, regole «che garantiscono la conformità della movimentazione di detti materiali alla politica estera e di difesa del nostro Paese». In questo caso il transito avviene su una nave battente bandiera straniera, diretta verso un Paese non colpito da embargo. Non è previsto, inoltre, che compia alcuna operazione commerciale riguardante armamenti a Venezia: il suo passaggio, spiegano le autorità competenti, sarebbe legato a un carico di tubi.

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