Gpl Chioggia: "Ancora tante le criticità". Costa Bioenergie: "Solite prese di posizione"

Il Comune: "Mancano i permessi di Capitaneria e Autorità di Sistema Portuale per per l'entrata delle gasiere in porto". La Società: "Già presentato tutto alle autorità competenti"

Resta costante e acceso il dibattito attorno alla realizzazione del deposito di gpl a Chioggia, dove il Comune, per voce del vicesindaco, Marco Veronese, torna a ribadire: "A oggi sono presenti ancora tante criticità in merito all'iter autorizzativo dell'impianto, ad esempio mancano i permessi da parte della Capitaneria di Porto e dell'Autorità di Sistema Portuale per far accedere le navi gasiere all'interno del Porto di Chioggia". "Sulla stampa locale ogni tanto - ribatte la società titolare dell'esecuzione dell'opera, Costa Bioenergie -  ricompaiono le solite prese di posizione sui lavori in corso".

L'impianto

"L'amministrazione è a fianco della città sul tema Gpl – spiega il vicesindaco  – e lo sta dimostrando fin dal suo insediamento, intervenendo in tutte le sedi competenti possibili. Anche il ministero è a conoscenza del problema e a breve avremo un incontro a Roma. In merito alle difformità riscontrate rispetto al progetto discusso in conferenza di servizi, gli uffici comunali non sono intervenuti con un'ordinanza di demolizione per abuso edilizio. Si attende riscontro dal Comitato Tecnico Regionale dei Vigili del Fuoco, che dovrà vagliare il progetto aggiornato e rilasciare il rapporto definitivo di sicurezza dell'impianto".

Legge speciale per Venezia

"Il Comune ha ribadito in tutte le sedi giuridiche e ai ministeri competenti - sostiene Veronese - che questo deposito doveva essere assoggettato al parere della Commissione di Salvaguardia per Venezia. Siamo aperti ai confronti con la cittadinanza e sono già state fatte commissioni e consigli aperti al pubblico in cui l'amministrazione ha risposto con puntualità e con trasparenza a tutti i quesiti. E lo rifaremo di nuovo se sarà necessario".

'Prese di posizione'

"Ogni tanto ricompaiono critiche sulla stampa - ribatte Costa Bioenergie, e aggiunge - : riguardo all'affermazione che sarebbero stati eseguiti alcuni interventi in difformità dalle autorizzazioni, con molta semplicità ribadiamo che l'accesso provvisorio di cantiere verrà rimosso prima dell’ultimazione dei lavori, come sempre dichiarato. Il progetto è esclusivamente quello autorizzato, e la recente sentenza del Tar in merito ha chiarito che l’autorizzazione interministeriale di costruzione ed esercizio del deposito sostituisce anche ai fini urbanistici ed edilizi, nonché paesaggistici, ogni altra autorizzazione, concessione, approvazione".

Sicurezza

"La legge inoltre stabilisce che per un’opera strategica già munita di autonomo titolo abilitativo omnivalente (quale è l’autorizzazione del 2015) non occorre alcun altro titolo edilizio o paesaggistico per effettuare adeguamenti di dettaglio. Modeste difformità esecutive sono fisiologiche e sono legittimate, e per lo più trovano la loro ragione nella volontà di ulteriormente rafforzare la sicurezza dell’intervento, così come emerso dal confronto con le diverse Autorità di controllo. Infine, la cubatura dei serbatoi rispetta totalmente le quantità autorizzate. Non vi è alcuna possibilità e ancor meno la volontà di superare questo quantitativo. Tutto ciò è già stato, da tempo comunicato alle competenti Autorità".

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