Diplomati magistrali da Zaia cercano di salvare il loro posto

Il sindacato Anief Veneto domani dal presidente con un documento di protesta. «Più di 3 mila maestre e maestri rischiano di non tornare più a scuola»

Provveditorato, archivio

Per il sindacato Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) del Veneto potrebbero esser più di 3 mila le maestre e i maestri che rischiano il proprio posto di lavoro. L'argomento riguarda i diplomati magistrali che incontreranno domani il governatore del Veneto Luca Zaia nella sede della protezione civile di Marghera. Al presidente gli insegnanti consegneranno un documento di protesta. È ventennale la storia dei diplomati magistrali, ricorda il sindacato, «usati e poi gettati, se diplomati prima del 2001 e 2002». Ora tornano a chiedere di essere stabilizzati, «per garantire la continuità didattica ai bambini delle scuole venete».

Le graduatorie

La questione risale al 1973. Il doppio canale per accedere all'insegnamento per anni ha dato la possibilità per 26 anni agli insegnanti di inserirsi in una graduatoria, per soli titoli, attraverso una graduatoria ad esaurimento, senza sostenere un concorso. Fino alla legge del 1999. Fino a quell'anno per iscriversi a queste graduatorie bastava essere in possesso dell’abilitazione all’insegnamento e una determinata anzianità di servizio: due o tre anni di supplenza.

Le graduatorie permanenti del '99

Nel 1989 una norma di fatto ancora in vigore ha stabilito che del totale dei posti autorizzati ogni anno dal ministero della Pubblica Istruzione, metà spettavano ai vincitori dei pubblici concorsi e l’altra metà ai precari iscritti nelle graduatorie. Nel Testo Unico del 1994, per l’ammissione ai concorsi per soli titoli (graduatorie), è richiesto il superamento delle prove di un precedente concorso o di precedenti esami anche ai soli fini abilitativi. Nel 1999 è entrato in vigore il sistema delle graduatorie permanenti.

L'abilitazione

Prima il diploma di scuola e istituto magistrale avevano valore abilitante all'insegnamento nella scuola elementare (ora primaria). È durante il passaggio dal vecchio regime del '94 a quello del '99 che si consuma «l’ingiustizia perpetrata ai danni dei diplomati magistrali prima del 2001-2002. Le vecchie graduatorie dei concorsi per soli titoli furono assorbite nelle nuove graduatorie permanenti. Ai diplomati magistrali che stavano ultimando il loro corso di studi nel 1999 non fu consentito di inserirsi, cosa che fu successivamente concessa ai laureati in scienze della formazione, che hanno finito per scavalcare altri.

Il contenzioso

Ne è sorto un contenzioso che si è concluso con la sentenza di conferma dello stato di cose da parte del Consiglio di Stato, lo scorso 20 dicembre 2017, con il risultato che molti, inseriti da anni nell'insegnamento anche se con incarichi precari, devono lasciare il posto. «Chiediamo - dice il sindacato - sia al governo italiano che a quelli regionali, di riaprire (o farsi mediatori) il doppio canale di reclutamento, le graduatorie ad esaurimento (gae), di salvaguardare il posto di lavoro di maestre e maestri, di garantire l'uguaglianza dei diplomati magistrali», approfittando anche della maggior domanda di insegnanti legata al Covid per la ripartenza dell'anno scolastico a settembre.

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