Una donazione all'ospedale di Mirano nel ricordo di Caterina, morta a 43 anni

Se ne è occupato il marito Omar Rosa, che ha voluto rispettare le volontà della moglie. Oggi si è svolta una piccola cerimonia di ringraziamento

«Era un desiderio di mia moglie Caterina, che io ho solo voluto concretizzare. Ho ancora il suo messaggio vocale in cui lei mi diceva come si sentiva ben seguita dai sanitari della Neurologia di Mirano. Un personale medico infermieristico che ha fatto sentire mia moglie più una persona che un paziente nel periodo della sua degenza, anche con una parola di conforto, un sorriso, un gesto gentile». Sono le parole del signor Omar Rosa, di Maerne, che all'ospedale di Mirano ha donato la somma di circa 1600 euro, denaro raccolto grazie a una colletta tra amici e che l'Ulss 3 ha investito per acquistare una serie di ausili e dispositivi utili per il servizio. La donazione è nata, appunto, dalla volontà della moglie Caterina Bottacin. La quale, ricorda Rosa, «è stata ricoverata amorevolmente in reparto per una grave malattia che, all’età di soli 43 anni, se l’è portata vita».

Donazione all'ospedale

Tra gli strumenti acquistati ci sono delle cineprese con treppiede utili per documentare le persone con disturbi del movimento; deambulatori e cuscini speciali per posizionare gli arti dopo un evento acuto importante come può essere l’ictus. «È un gesto che per noi ha un doppio valore - ha commentato il primario di Neurologia, il dottor Luigi Bartolomei - perché contribuisce ad aumentare la qualità del nostro servizio assistenziale, ma soprattutto evidenzia come ci sono cittadini che danno merito al lavoro che svolgiamo. Un lavoro delicato, che necessita di attenzione verso il prossimo, dove si cerca di dare le risposte che vengono attese, sia per l’assistenza specificatamente sanitaria, ma anche per l’aspetto relazionale». «Un grande grazie va al signor Rosa - ha aggiunto il direttore dell'Ulss 3 Giuseppe Dal Ben - che, insieme alla moglie, ha dimostrato generosità e attenzione nei confronti del personale sanitario che, vorrei ricordarlo, esercita una professione tra le più complesse e importanti».

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