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Dal Cai e dal Rotary oltre 7mila euro e un ecografo ai medici dell'Ulss

Le donazioni sono avvenute nei giorni scorsi. I ringraziamenti del direttore generale dell'Ulls 3 Dal Ben

La donazione dell'ecografo

Dal Club Alpino Italiano giunge una mano agli ospedali e ai servizi sanitari della città: nei giorni scorsi i presidenti delle sezioni Cai di Mestre, Dolo, Mirano, Chioggia e Venezia hanno incontrato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e gli hanno consegnato la cifra raccolta tra gli iscritti: oltre 7mila euro. “In tutte le sezioni – ha spiegato il presidente del Cai di Mestre, Francesco Abbruscato – si è avviata una concreta gara di solidarietà che ci ha portato a consegnare oggi il nostro dono, frutto di uno sforzo comune, segno del nostro grazie agli operatori della sanità».

«E’ un piacere e un onore – ha detto ringraziando il Dal Ben – accogliere questa donazione. Ha il sapore della solidarietà vera, quella che viene dagli uomini e dalle donne appassionati alla montagna e alle grandi imprese: sentiamo in questo dono il riconoscimento pieno per una sfida che ancora il personale e le strutture della sanità veneziana stanno affrontando, con il grande impegno di chi sa che davanti c’è come una montagna da scalare, un sentiero pericoloso da percorrere aiutandosi a vicenda fino al termine».

Un ecografo portatile arrivato dagli Stati Uniti, invece, è stato donato al reparto di medicina dell’ospedale dell’Angelo di Mestre da parte delle sei sezioni del Rotary Club dell’area veneziana. A ritirare l’ecografo di ultima generazione con sonda tablet Giuseppe Dal Ben e il primario del reparto di medicina interna Fabio Presotto, insieme alla sua equipe medica, tecnica e infermieristica. «Mai nella mia carriera ho vissuto così tanti cambiamenti in così breve tempo come in questo periodo - ha detto Presotto -, ma anziché uscirne stremati, io e la mia équipe ne siamo usciti rinvigoriti, con un senso rinnovato di responsabilità e orgoglio. E questo dono fa sentire vicino la cittadinanza al nostro ospedale, ancor più gradito in quanto l’ecografo è vissuto quotidianamente da noi come un’estensione dell’endoscopio».
 

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