Giovedì, 29 Luglio 2021
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Fascismo, critiche a Donazzan. La risposta: «Se qualcuno si è sentito offeso, me ne scuso»

L'assessore regionale ha cantato "Faccetta nera" in radio e fatto altri riferimenti nostalgici all'epoca fascista. Ci sono stati vari appelli al presidente del Veneto, che l'ha invitata a scusarsi

Elena Donazzan (foto VicenzaToday)

L'assessore regionale Elena Donazzan si è scusata rispondendo alle polemiche da cui è stata investita nelle ultime ore, dopo che, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, aveva intonato il brano "Faccetta nera" e pronunciato varie dichiarazioni riconducibili alla "nostalgia" dell'epoca fascista. Il comunicato inviato da Donazzan è introdotto da un lungo preludio da cui, a dire il vero, non si evince esattamente un atteggiamento di serio pentimento.

«Ecco - ha scritto - di cosa si occupa la sinistra italiana nel periodo più tragico della nostra storia repubblicana: di fascismo. Ho scoperto dunque che trovano il tempo non solo per litigare tra loro per mantenere in vita un governo che sta falcidiando la nostra economia, ma anche per montare un caso nazionale sulla mia partecipazione a "La Zanzara", trasmissione che tutti conosciamo come goliardica e a tratti irriverente. Sto subendo minacce ed insulti: pazienza, non è la prima e non sarà l'ultima volta. Non accetto però lezioni sull’approccio che l’Italia tutta dovrebbe avere sui temi relativi al secondo conflitto mondiale: un periodo da consegnare definitivamente alla storia per ottenere una reale ed effettiva pacificazione nazionale, assicurando dignità di memoria a tutti coloro hanno sacrificato la propria vita durante la guerra civile tra il 1943 ed il 1945. Se a sinistra, tra i pochi che condividono questa necessità, qualcuno si è sentito offeso, me ne scuso».

Offese alla Resistenza

L'Anpi di Venezia aveva commentato così l'intervento in radio di Donazzan: «L'arroganza con la quale ha rivendicato l'appartenenza al fascismo - ha scritto il presidente provinciale Diego Collovini - si è manifestata citando le parole dello zio soldato: "nella vita si giura una sola volta", con le quali ha voluto sottolineare ancora una volta che il fascismo "è un affare di famiglia"». «L'Anpi - comunica Collovini - deplora questo atteggiamento e il modo con cui l'assessore regionale esprime le sue idee, ma ancor più sente di condannare il termine "goliardico", da lei usato, per giustificare il suo canto e con il quale ha voluto ricordare il passato coloniale e la guerra espansionistica in Africa».

E anche il paragone tra "Bella Ciao", «canzone di libertà e democrazia», e "Faccetta nera", che secondo Donazzan raccontano «due storie diverse, ma entrambe italiane», denigra tutta la Resistenza, sostiene Collovini, che conclude: «Anpi si aspetta dalle forze democratiche che governano la Regione una presa di posizione forte e risoluta, perché l'assessore rappresenta tutta la Regione Veneto, e dicano i partiti di governo regionale se condividono il pensiero di chi ha le deleghe all'istruzione e alla formazione e al lavoro, appunto il lavoro su cui è fondata la nostra Repubblica e vorremo che lo fosse anche per la Regione Veneto».

Zaia: «L'assessore si deve scusare»

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, durante il punto stampa di lunedì ha detto: «Mi sembra di aver capito che l'assessore ha partecipato alla "Zanzara" nel contesto di una trasmissione che fa satira. Dico che l'assessore si deve scusare, visto che "Faccetta nera" riprende un periodo buio della nostra storia, di colonialismo e di condizione difficile per le donne. È inevitabile che molte persone vedano urtata la propria sensibilità. Conoscete le mie idee, e penso che siano doverose le sue scuse».

Richieste di dimissioni

Ancora più dura la Cgil, che chiede al presidente della Regione di ritirare le deleghe a Donazzan: «Non è la prima volta che l’assessore esterna la propria dichiarata fede al fascismo - dice Ivan Bernini, segretario della Fp Cgil Veneto -. Coerenza vorrebbe che se hai giurato fedeltà alla Repubblica Italiana ed alle sue libere istituzioni, osservandone la Costituzione e le leggi, non puoi al tempo stesso dichiararti orgogliosamente fedele a quei valori che continuano a negare la Costituzione. Ma siccome essere coerenti, rinunciando a migliaia di euro, è cosa che pochi fanno, ci aspettiamo che non arriveranno le dimissioni dell’assessore. Per tali ragioni riteniamo debba essere il presidente della Regione Veneto a ritirare le deleghe all’assessore Donazzan e a ricomporre la giunta».

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