Mercoledì, 4 Agosto 2021

Alla Fondazione Querini Stampalia due grandi mostre per celebrare il paesaggio | VIDEO

Le due mostre "Venezia panoramica. La scoperta dell’orizzonte infinito" e "Un'evidenza fantascientifica" sono visitabili da oggi. Esposta anche la più grande veduta di Venezia mai realizzata, quella dipinta nel 1887 dal pittore e decoratore Giovanni Biasin

Ben due mostre sono visitabili da oggi alla Fondazione Querini Stampalia: Venezia panoramica. La scoperta dell’orizzonte infinito Un'evidenza fantascientifica. Si tratta di due esposizioni che, attraverso linguaggi artistici differenti, si pongono lo stesso obiettivo: riflettere e celebrare l'importanza del paesaggio. 

Venezia panoramica

Protagonista della mostra è la più grande veduta di Venezia mai realizzata, quella dipinta nel 1887 dal pittore e decoratore veneziano Giovanni Biasin.

Conservata nelle collezioni dell’antica e prestigiosa Accademia dei Concordi di Rovigo, viene esposta da oggi, per la prima volta, dopo il recentissimo restauro conservativo che ne ha recuperato gli splendidi colori originali. Alta poco più di un metro e settanta, la veduta si sviluppa per ventidue metri di lunghezza. Proprio attorno a questo "panorama" della città si snoda la mostra Venezia panoramica. La scoperta dell’orizzonte infinito, curata da Giandomenico Romanelli e Pascaline Vatin e promossa da Fondazione Querini Stampalia, Accademia dei Concordi e Fondazione Cariparo. L'esposizione si terrà dal 14 maggio al 12 settembre 2021

Il progetto espositivo nasce dal desiderio di presentare a Venezia, oltre un secolo dopo, lo sguardo originalissimo di Biasin sulla città, ma è anche l’occasione per ricostruire, attraverso una sessantina tra incisioni e dipinti, quel viaggio avvincente che parte dalle minuscole vignette xilografiche quattrocentesche, concentrate quasi soltanto su Piazza San Marco, e si allarga man mano a scorci sempre più vasti dello skyline di Venezia, fino ad abbracciarne l’intero orizzonte.

L'ingresso alla mostra dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 18, è senza prenotazione. Il sabato e i giorni festivi, invece, sarà assicurato a condizione che la prenotazione sia stata effettuata con almeno un giorno di anticipo.

Un'evidenza fantascientifica

Fino al 17 ottobre 2021 sarà possibile visitare anche Un'evidenza fantascientifica, un progetto che mette a confronto fotografia, pittura e poesia. Si tratta di un dialogo a tre fra l'artista visivo Giuseppe Cacccavale, il grande poeta Andrea Zanzotto e il celebre fotografo Luigi Ghirri. Il fil rouge è, ancora una volta, il paesaggio. 

La mostra, a cura di Chiara Bertola e Andrea Cortellessa e promossa dalla Fondazione Querini Stampalia e dal Comune di Pieve di Soligo in collaborazione con la Famiglia Zanzotto in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita del poeta scomparso 10 anni fa, è stato realizzata grazie al sostegno del Fondo Luigi Ghirri e della Galleria Massimo Minini.

Per l’occasione è stato chiesto all’artista Giuseppe Caccavale di creare una grandiosa installazione a parete nel Portego antico della Biblioteca della Querini Stampalia, il Murale di carta: un immenso e arioso acquerello che riveste le pareti della grande sala. Al centro della sala, invece, esposti alcuni scatti di Luigi Ghirri insieme alle ceramiche di Andrea Zanzotto e ai disegni di Giuseppe Caccavale. 

L'ingresso alla mostra dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 18, è senza prenotazione.Il sabato e i giorni festivi, invece, sarà assicurato a condizione che la prenotazione sia stata effettuata con almeno un giorno di anticipo.

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