Covid, Cgil e Pd: «Interventi urgenti per reggere una possibile ondata»

Gli interventi in relazione all'aumento dei contagi in Regione e in provincia di Venezia. Il sindacato chiede più assunzioni, Dodi e Sambo un ruolo dell'amministrazione sulla situazione sanitaria

Covid, foto di archivio case di riposo

Contagi Covid 19 in aumento costante, in Italia e anche in Veneto. La Regione, con il presidente Luca Zaia, precisa che «non si può parlare di emergenza sanitaria ospedaliera» e che rispetto alla scorsa primavera i sintomatici sui positivi al coronavirus sono una percentuale del tutto sotto controllo.

La Funzione Pubblica Cgil interviene per chiedere «attenzione e interventi urgenti davanti all’aumento dei nuovi contagi, per evitare di trovarsi nelle stesse situazioni vissute nei primi mesi dell’anno», dichiara Daniele Giordano segretario generale della Fp Cgil Venezia. «Non vogliamo certo fare allarmismo, ma quando ci sono casi in ospedale, nelle aziende private, al Fatebenefratelli, nelle scuole, tra i vigili del fuoco e in altri posti di lavoro non si può parlare di normalità». Sono ripresi gli incontri periodici fra Ulss 3 e sigle sindacali, fatto «assolutamente positivo - continua Giordano che aggiunge - serve un piano straordinario di assunzioni che potenzi gli organici dando centralità alla prevenzione, al laboratorio di analisi e a quei reparti in cui c’è maggiore rischio. Lavoratrici e lavoratori sono provati da quanto affrontato nei mesi scorsi. Nei soli dipartimenti di prevenzione con l’incremento delle attività di “diagnosi preventiva” non si regge la mole di lavoro, parliamo di personale che ha un’età media che supera i 50 anni per infermieri e operatori sanitari e i 55 per i medici».

«A Venezia: servono interventi mirati per tutelare la salute pubblica - scrive il Partito Democratico - La provincia di Venezia è, insieme a Treviso, la zona più colpita dal Covid. Aumentano i contagi e le persone in isolamento e i cluster nel Comune di Venezia: al Civile in una settimana si è passati da 3 ricoveri a 23, all’Angelo da 4 a 18 (di cui 3 in terapia intensiva). In un contesto come questo, con i contagi in costante aumento, il silenzio del sindaco, in quanto autorità sanitaria locale, è inopportuno e inaccettabile: chieda alla Regione di dedicare più operatori per la somministrazione e l’analisi dei tamponi». Ci sono, afferma il Pd «campioni fermi da fine settembre che non sono ancora stati analizzati e persone anche con sintomi e con febbre costrette a uscire di casa per sottoporsi a tampone». Persiste il problema a bordo dei mezzi pubblici: «nelle ore di punta sono ben oltre l’80% di capienza, tra turisti e pendolari. Chiediamo all’amministrazione comunale un occhio di riguardo anche verso le case di riposo, uno dei settori più fragili già colpito duramente con il focolaio di Santa Maria dei Battuti».

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«Avevamo  chiesto la convocazione di una commissione sul tema - interviene infine la consigliera Monica Sambo del Pd - Anche prima della campagna elettorale non c’è stata la volontà da parte della maggioranza di confrontarsi su questo tema. Siamo seriamente preoccupati, l’aumento dei casi richiederebbe un ruolo del Comune che questo sindaco non ha mai svolto e continua a non svolgere, a differenza di altri comuni (come Padova). Invitiamo i cittadini ad osservare tutte le regole di prevenzione e scaricare la app Immuni che può dare un contributo fondamentale per evitare la diffusione dei contagi. Come Pd presenteremo al primo Consiglio la proposta di convocare con cadenza settimanale la commissione che ha la delega sui temi della salute affinché vi sia in informativa costante la valutazione costante delle eventuali azioni da intraprendere».

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