Epatite C, numeri preoccupanti: per uno studio dell'Angelo l'incidenza è oltre il doppio del previsto

Lo studio ha dimostrato che su oltre 11 mila ricoverati il tasso di positività si è attestato sul 2,2%, contro una prevalenza, per il nostro territorio, stimata attorno allo 0,7-1%

Uno studio degli specialisti dell’ospedale dell’Angelo su oltre 11 mila persone transitate nei reparti chirurgici, evidenzia che l’infezione da virus dell’epatite C è molto più diffusa di quanto si ritenga.

L'indagine

«L’indagine, realizzata dai medici della Gastroenterologia di Mestre con la collaborazione dei colleghi del Laboratorio analisi e della Microbiologia, è stata effettuata su una vasta platea di persone ricoverate nell’area chirurgica dell’ospedale - spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben - . Questo conferma l’importanza dell’ospedale di Mestre non solo per l’eccellenza delle sue cure, ma anche per la qualità dei suoi specialisti, in grado di ideare e farsi promotori di studi scientifici e di buone nuove pratiche». L’indagine è diventata così uno studio scientifico validato. A conferma della sua importanza è stata accolta da uno dei più prestigiosi congressi internazionali di Epatologia, quello organizzato dalla Società europea per lo studio del fegato, dove è stata presentata in questi giorni. Lo studio ha dimostrato che su oltre 11 mila ricoverati il tasso di positività si è attestato sul 2,2%, contro una prevalenza, per il nostro territorio, stimata attorno allo 0,7-1%. «La prevalenza di questa infezione è dunque superiore a quella attesa - sostiene il primario Alessandro Caroli, che ha ideato e diretto lo studio scientifico -. La maggioranza dei pazienti identificati non era al corrente dell’infezione, che spesso decorre subdola e senza sintomi . La nostra proposta è quindi di attivare in tutti gli ospedali lo screening per il virus dell’epatite C al momento del ricovero, per identificare i portatori del virus e riuscire poi a trattare ed eliminare una fetta consistente di questa infezione».

Terapia

Il passo successivo quindi, una volta individuati i pazienti affetti, è quello della terapia. La cura del paziente con epatite C è molto più semplice ed efficace rispetto al passato, grazie ai nuovi antivirali ad azione diretta: “Si tratta di una terapia molto semplificata (una compressa al giorno) e di breve durata (dai due ai tre mesi), sostanzialmente  priva di effetti collaterali e di grande efficacia (nel 99% dei casi comporta l’eliminazione del virus)” dice il primario. Fino a poco tempo fa il costo dei farmaci necessari era proibitivo (si parla di decine di migliaia di euro) e per questo la terapia era riservata solo ai malati più gravi. «Ma ora il  costo si è fortemente ridotto e alla terapia anti epatite C possono essere sottoposti pressoché tutti i pazienti, rispondendo all'indicazione dell'Organizzazione mondiale della sanità che ha invitato tutte le realtà sanitarie a strutturare delle procedure per giungere all’eliminazione completa di questa infezione».

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Gli ospedali

Da qui, l’idea di partire proprio dagli ospedali: «Il nostro studio ha dimostrato che i pazienti ricoverati rappresentano una parte di popolazione facilmente indagabile, con costi molto inferiori a quelli di uno screening effettuato nel territorio. Basta inserire questo semplice test nel complesso degli esami a cui viene sottoposto il paziente al momento del ricovero. I risultati arrivano in un giorno ed è poi possibile valutare rapidamente il paziente e avviarlo alla terapia». Recentemente il reparto di Gastroenterologia dell’ospedale dell’Angelo è stato selezionato anche dall’università di Padova, che lo ha designato ufficialmente come sede di frequenza degli specializzandi in malattie dell’apparato digerente, in particolare per quanto riguarda il training endoscopico. «Sicuramente è un attestato di stima e apprezzamento nei confronti del lavoro svolto da questa unità operativa" sottolinea il primario. Cinque gli specializzandi che ogni anno affiancheranno, uno alla volta, i medici dell’équipe del dottor Caroli: "Abbiamo già ottimi riscontri. Sono preparati e volenterosi».

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