Portogruaro vuole limitare il gioco d'azzardo, gli esperti dicono: «Si cambi proposta»

Alcuni psicologi hanno discusso sabato del regolamento che l’amministrazione intende adottare per restringere gli orari. Nevola: «Così si favorisce la criminalità»

Foto: convegno sul gioco d'azzardo a Portogruaro

Sabato il convegno 'Gioco d'azzardo patologico, istruzioni per un corretto contrasto', a Portogruaro, ha riaperto il dibattito dopo la proposta di regolamento promossa dall’amministrazione nei giorni scorsi, che vuole limitare con orari intermittenti le attività di gioco e premiare chi toglie le slot. Sulle restrizioni orarie la bocciatura degli esperti è netta, mentre viene giudicato bene l’idea di premiare chi volontariamente vuole togliere le slot con detassazione e incentivi.

Gioco compulsivo

Ad aprire i lavori il direttore dell’Istituto Milton Friedman Institute, Alessandro Bertoldi, che ha definitivo «scandaloso il fatto che non si tenga conto del parere degli esperti e degli studi esistent, che bocciano le restrizioni orarie dicendo che addirittura danneggiano i giocatori e in particolare quelli patologici. Cesare Guerreschi, psicologo e psicoterapeuta, fondatore della società italiana Intervento Patologie Compulsive, ha dichiarato: «L’interruzione oraria quale misura per contrastare il disturbo da gioco d’azzardo grida vendetta davanti al cielo, non c’è niente di più dannoso che interrompere il giocatore mentre gioca, la conseguenza è la dissociazione e non sappiamo cosa accade in questa fase nella sua testa, ma siamo sicuri che aumenta nel giocatore la voglia di giocare con maggior compulsività».

Gioco lecito e criminalità

Della stessa opinione anche il presidente dell’associazione La Sentinella, Luigi Nevola, che ha citato il caso del proibizionismo a Bolzano, dove dopo i divieti contro il gioco lecito sono proliferati su tutto il territorio totem da gioco illegali sequestrati. «Le amministrazioni sempre più spesso danno involontariamente sostegno alla criminalità organizzata vietando il gioco lecito».

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Frammentazione oraria

Per l’onorevole Giacomo Bezzi, deputato e consigliere regionale del Trentino Alto Adige dice: «Oggi c’è senza dubbio un problema di formazione dei politici, non c’è più la gavetta e non ci sono più le scuole di formazione. Chi amministra e chi governa se non studia e si informa fa un danno alla società e non è un buon amministratore. Qui ci sono le evidenze scientifiche che dimostrano che la frammentazione oraria è un danno e un errore. L’economia emozionale va gestita, l’etica e la morale sta ai singoli imprenditori. Gli imprenditori non devono essere sottomessi alla logica del marketing politico, ma lottare per la propria libertà». 
 

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