Cinque anni consigliere in maggioranza: «Ora lascio spazio ai giovani e penso a un libro»

Maurizio Crovato: «Nella nuova giunta nessuna leva veneziana, un peccato». Sui temi lagunari: «Serve una buona preparazione e carte alla mano»

Maurizio Crovato

«Ho dato, ho ricevuto, mi sono divertito. Ho preso la parola per il 65% del tempo a disposizione. L'altra faccia della medaglia della dialettica politica, in questi anni, sono state 3 querele e 8 mila euro di avvocati che dovrò pagare per via di alcune denunce da cui sono uscito comunque indenne». È asciutto e stringato il racconto del consigliere comunale Fucsia Maurizio Crovato, dei 5 anni trascorsi in maggioranza a Ca' Farsetti. Il suo impegno politico è terminato oggi, martedì 6 ottobre, mentre il sindaco Brugnaro era intento a presentare gli assessori della giunta e Crovato si apprestava a restituire i materiali di lavoro utilizzati nel corso della legislatura passata.

«Le elezioni comunali a Venezia le ha vinte la persona, del resto lo insegnano Zaia in Veneto, e anche Vincenzo De Luca in Campania, rieletto presidente. In Italia l'elettorato oggi valorizza gli amministratori, non le ideologie di destra o sinistra - dice l'ex consigliere - . Il sindaco Brugnaro ha amministrato bene per 5 anni, il risultato è che ha raggiunto la maggioranza in città, ma ha perso in centro storico. Credo lo recupererà in futuro, anche puntando a un miglioramento della qualità della vita e della residenzialità», afferma. «Penso della minoranza - continua - che le nuove figure politiche in Consiglio comunale saranno un valore aggiunto. Si tratta di persone preparate e che hanno portato un contributo ai problemi della città. Parlo del professor Stefano Zecchi, ad esempio, e altri che hanno creato un dibattito vivace e non possono essere che un supporto positivo».

Da parte sua, il consigliere ricorda la proposta di delibera per Rialto, per riqualificare la zona del mercato del pesce, che non ha trovato sbocco, e anche l'esperimento dello spostamento della movida in Marittima, o quello volto a realizzare un centro polisportivo funzionale per gli studenti ai gasometri, dove sarebbe sorta una palestra. «Anche lì, nota dolente - dice Crovato - sicuramente il primo cittadino nei prossimi 5 anni avrà modo di recuperare, così come di ovviare al fatto che non abbiamo un rappresentante del centro storico in giunta».

Poi ci sono i progetti per il futuro, oltre al volontariato, dice, «ho in mente la pubblicazione di un libro assieme a mio fratello su Mestre città d'acqua, e sulla scoperta dei mestieri dei gondolieri mestrini: una cosa divertente - dice Crovato - pochi sanno che era acquatica Venezia, ma lo era anche la terraferma, perché oltre all'acqua salsa aveva anche quella dolce. Ho visto molta più concorrenza - torna poi sulle elezioni il consigliere - in questa tornata elettorale, che in quella del 2015. E vedo persone che nonostante le preferenze, 700-800 voti, sono rimaste fuori dalla giunta. Un nome? Paolo D'Anna, ad oggi consigliere delegato ai Rapporti con la cittadinanza. Sono sicuro che il sindaco ne terrà conto. Fare il consigliere per altri 5 anni? Sì e no - dice Crovato - Ho 68 anni, è giusto si dia anche spazio alle persone per fare esperienza. Ci sono alcuni trentenni come il consigliere Fucsia Matteo Senno e la new entry della maggioranza Silvia Peruzzo Meggetto che possono dare il loro contributo, ma, insisto, non vedo giovani veneziani del centro storico ed è un peccato».

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«Quando si affrontano temi politici a Venezia - conclude Crovato - occorre avere una buona preparazione storica sulla città. Ricordo ad esempio quando alcuni della minoranza si opposero alla cabina Enel per la ricarica elettrica degli autobus al Lido, sostenendo che si sarebbe sovrapposta alle mura dei bastioni cinquecenteschi. Studiai bene le carte per dimostrare che, come avevo sempre sostenuto, l'impianto sarebbe sorto a 70 metri di distanza dalle mura senza il verificarsi di alcuna interferenza. Mi costò non poco lavoro, ma mi diede molta soddisfazione in Consiglio».

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