Ex ospedale del Lido: «Demoliamo un blocco di cemento armato di fronte al mare»

Comune, oggi in V Commissione, sostiene l'ecocompatibilità del progetto dei resort: «Turismo di qualità, treno da non perdere». Grigoletto svela l'interesse dell'Università di Napoli sull'area

Ospedale al Mare, foto storica di archivio

Le carte e i disegni presentati dall'architetto del Comune di Venezia Danilo Gerotto oggi, giovedì 28 maggio, in V commissione, durante la discussione della proposta di deliberazione per la riqualificazione e il rilancio dell’isola del Lido, confermano la perdita di 1700 metri quadrati del monoblocco dell'ex ospedale al Mare. Una volta abbattuto, e dopo la sua ricostruzione in base al progetto dei resort di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), si passa dai circa 6.300 metri quadrati oggi utilizzati, su 8.800 complessivi, ai 4.600 metri quadrati di superficie lorda del nuovo presidio sanitario. Le grandezze sono le stesse presentate dal Caal (Comitato ambientalista altro Lido) la settimana scorsa, che ha lavorato sulla planimetria del progetto Cdp.

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Nel documento, definito da Cdpi (Cassa Depositi Prestiti Investimenti) e ancora da validare dai tecnici Ulss 3, è allegato il lay-out (disposizione) del presidio nuovo a confronto con quello attuale, ospitato in alcune porzioni del padiglione Rossi (monoblocco). Gerotto afferma: «Nel nuovo lay-out sono previste tutte le funzioni e i servizi erogati dall’attuale presidio sanitario, ottimizzati anche allo scopo di aumentare l’efficienza della struttura e ridurre i futuri costi di gestione e manutenzione», e l'assessore Paolo Romor, prosindaco del Lido, in merito alle grandezze della struttura precisa, «non è detto che la garanzia qualitativa dei servizi sanitari erogati coincida con la conservazione della metratura originaria del polo sanitario».

Alla discussione in Commissione anche l'avvocato Andrea Grigoletto esperto di legislazione di beni culturali. Nel suo intervento presenta alcune slide dell'hopital Maritime sulla costa atlantica francese. Un po' a sud di Calais, la struttura esiste ancora. Venivano curati alla fine dell'800 i bambini ammalati di tubercolosi: sole, sabbia e acqua marina i trattamenti sanitari per migliorare le condizioni dei piccoli - ci sono le immagini dei lettini disposti all'aria aperta di fronte all'Atlantico -. Non a caso l'hopital Maritime è il modello in base al quale è stato fatto l'ospedale al Mare del Lido di Venezia, «non lo sostengo io - dice Grigoletto - ma il ministero che ha posto il vincolo monumentale su parte delle strutture lidensi di cui ora è in discussione l'abbattimento. I principi architettonici sono gli stessi e in Francia l'ospedale non è stato abbattuto».

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«Confronto perlomeno azzardato», replica del consigliere Maurizio Crovato in polemica con una trattazione che ritiene spesso a senso unico del progetto, con le dichiarazioni di associazioni e comitati cittadini. Un investimento di 140 milioni di euro, 400 posti di lavoro, un turismo di qualità e la garanzia della conservazione della sanità». «Un treno che una volta passato rischiamo di non poter più prendere - gli dà supporto il prosindaco Romor - Il progetto è ecosostenibile, caratterizzato da alta permeabilità perciò i turisti saranno invogliati ad uscire verso il centro del Lido e Venezia, e i cittadini potranno fruire delle strutture, non solo l'ospedale, ma anche la piazzetta, la chiesa e il teatro. Porterà linfa vitale a fronte di una situazione di degrado (ricordo che con la Municipale vi abbiamo trovato un luogo di spaccio all'interno)». 

È ancora l'avvocato Grigoletto a mettere la pulce nell'orecchio, anticipando l'esistenza di un progetto alternativo sull'area, un piano cui sta lavorando e che ha avuto l'interessamento della Facoltà di Architettura dell'Università di Napoli. Nessun dettaglio. Ancora tutto in costruzione. Si limita a dire: «È tutto davanti ai nostri occhi e ci ostiniamo a non vederlo. Non sono contrario al progetto, neanche all'albergo, ma c'è modo e modo», e il consigliere Renzo Scarpa lo ringrazia. Nel corso della commissione viene confermato alla capogruppo Pd Monica Sambo che lo chiedeva, che le piscine sono 4 e sono coperte. Si attende ancora l'intesa tra il demanio e il Comune, per cambiare la proprietà al monoblocco e poterlo demolire. Potrebbe valere altri 48 milioni di soldi pubblici (l'assessore Massimiliano De Martin sottolinea che il presidio sanitario è anche a servizio di Pellestrina, delle isole e perfino del centro storico, quindi svolge un ruolo prioritario). Per il resto della discussione si va alla prossima seduta anche per sapere se durante i lavori sarà garantita la continuità dei servizi. «Demoliamo - conclude Gerotto tornando al padiglione Rossi - un blocco di cemento armato di fronte al mare».

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