Ex polizie provinciali nel limbo dal 2016, monta la protesta

La legge Delrio di riordino delle province doveva rilanciare il servizio di vigilanza. Sindacati: «Obsolete perfino le divise, le dotazioni e i mezzi di trasporto»

Polizia provinciale, archivio

Una legge regionale non decollata, quella sul servizio di vigilanza, del 2016, che avrebbe dovuto ridare collocazione alle ex polizie provinciali, in base alla legge Delrio. «Il processo non è mai stato avviato o almeno portato a compimento», scrivono le segreterie provinciali: Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Flp, Csa, Adl e Rsu della Città metropolitana di Venezia. Il personale non è stato di fatto trasferito, come avrebbe dovuto, alla Regione, e ad oggi si trova in un limbo, in quanto risulta essere alle dipendenze della Città metropolitana di Venezia in qualità di datore di lavoro, mentre funzionalmente ed economicamente dipendente dalla Regione Veneto, attraverso una convenzione con scadenza annuale.

Incertezze

«Queste incertezze hanno portato a uno stato di abbandono del corpo di polizia metropolitana, dimostrato dalla mancanza di un progetto strategico per il controllo del territorio», denunciano ancora una volta le sigle sindacali. Si è passati da 42 a 19 operatori e un vicecomandante, con il compito di controllare una superficie di 2.467 chilometri quadrati, di cui 550 di laguna (un operatore ogni 123,35 chilometri quadrati). La Città metropolitana sta costituendo un nuovo corpo distinto di polizia ambientale. «L’attuale polizia metropolitana (per i servizi non fondamentali), in convenzione con la Regione, con compiti su caccia e pesca, farà capo a una divisione diversa rispetto a quella ambientale. Quale sarà l’effetto pratico di tale organizzazione?». 

Il comandante

«Da più di 4 anni il corpo non ha un comandante, vi è però un vice. Il dirigente, che nella struttura ha in carico il corpo di polizia, non può trattare le pratiche di rilevanza penale perché non ha titoli di polizia giudiziaria. Le auto e le barche in dotazione riportano livree diverse, così come i distintivi di riconoscimento, le palette di segnalazione e altre dotazioni in uso. Con la seconda polizia ambientale avremo un’ulteriore livrea?», si chiedono ancora i sindacati. 

Le divise

«Chi doveva provvedere alla sostituzione delle divise, ormai logore da 4 anni, ha dato avvio in ritardo alla procedura per l’acquisto delle divise estive. Il risultato è che sono arrivate prima dell'inverno», spiegano le sigle. «Nel frattempo si usano le vecchie divise invernali con la dicitura polizia provinciale, poco decorosa per gli operatori e per l’ente Città metropolitana». Dito puntato contro l'assenza di crescita professionale e di possibilità di progressione economica, rispetto agli altri colleghi. Sotto accusa anche il materiale «obsoleto: una delle imbarcazioni principali è in attesa di sostituzione del motore ed è ferma, estintori inviati alla revisione, vengono restituiti dopo 5 mesi. Le organizzazioni sindacali e la Rsu chiedono un rilancio concreto del servizio, oppure si rischia venga compromessa la sicurezza ambientale e la tutela della fauna selvatica e del territorio».

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Moto a terra, morta una ragazza di 29 anni

  • Schianto tra due auto, morta una donna

  • L'Amerigo Vespucci torna in laguna in compagnia della nave San Giorgio

  • Incidente mortale di Eraclea, il motociclista aveva bevuto

  • Travolto da un'auto, morto un pensionato di 63 anni

  • Lavoro nero alla fiera di San Donà: 14 denunce e multe per 120mila euro

Torna su
VeneziaToday è in caricamento