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Facciamo un giro? Più che un invito: un progetto per inserire i sofferenti psichici

Promosso dall’associazione Lo Specchio di Mestre: "Da sempre un punto di riferimento per tante famiglie, quindi un valore aggiunto per la nostra città"

Martedì è stato presentato il progetto “Facciamo un giro?”, dell’associazione per l’inserimento sociale dei sofferenti psichici "Lo Specchio", che ha realizzato un cortometraggio raccogliendo le testimonianze dei familiari delle persone affette da disturbi psichici, che spesso si trovano ad affrontare la malattia dei loro cari in solitudine e senza un sostegno adeguato.
 
La presidente del Consiglio comunale di Venezia, Ermelinda Damiano, il presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo, Vincenzo Conte, la presidente della commissione municipale Welfare, Simona Sannicolò, sono intervenuti martedì mattina, al Municipio di Mestre, alla presentazione del cortometraggio “Io ti guardo ogni giorno… ma tu mi vedi?” e del progetto “Facciamo un giro?”. Sono intervenuti, tra gli altri, i responsabili dell'associazione Attilio Baldan e Lililiana Boranga.

Valore aggiunto

“L’associazione ‘Lo Specchio’ è da sempre un punto di riferimento per tante famiglie – ha esordito la presidente Damiano – e rappresenta, quindi, un valore aggiunto per la nostra città. La nostra collaborazione e il nostro sostegno, come in passato, continueranno anche in futuro e abbiamo già messo a bilancio, in vista del prossimo assestamento, un contributo per la realizzazione del progetto per le uscite e le gite”. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Venezia e la Municipalità di Mestre Carpenedo, prevede la realizzazione di uscite, momenti di svago e gite per gli utenti del Centro diurno Rodari, con l’obiettivo di contrastare il processo di emarginazione e di migliorare le capacità relazionali. Dopo le gite a Marostica, al lago di Revinne, al Museo del Merletto di Burano e al parco del Delta del Po, per il mese di luglio sono previste un’uscita ad Asiago e una sul Cansiglio. Si proseguirà poi ad agosto e settembre con visite al Museo del Vetro di Murano, alla Casa delle Farfalle di Montegrotto, al Museo del Canova a Possagno e ad Asolo.

Sostegno e tolleranza

“Daremo il nostro supporto a 360 gradi per l’attività di questa associazione – ha dichiarato il presidente Conte – e soprattutto per diffondere una cultura di tolleranza e accoglienza. Vogliamo anche ringraziarvi per questo filmato davvero significativo”. “L’inclusione sociale è un importante strumento di riabilitazione – ha spiegato Boranga – e i malati seguiti sia con l’accompagnamento sia con i gruppi di risocializzazione si sono sentiti meno isolati e hanno acquisito più autonomia, le loro famiglie si sono sentite meno sole, gli operatori si sono responsabilizzati maggiormente rispetto al problema e, aspetto non secondario, i cittadini, cominciando a conoscere la malattia, non sono più così spaventati e stigmatizzanti nei confronti del malato”.

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