"Alida Valli: in her Own Words": la produzione cinematografica veneziana che concorrerà al Festival di Cannes

Il documentario, diretto Mimmo Verdesca e prodotto dalla veneziana Kublai Film, in associazione con Venice Film e Istituto Luce, è stato selezionato ufficialmente all’importante festival cinematografico nella sezione “Cannes Classics”.

Raccontare una grande diva del cinema italiano a Cannes esplorandone i desideri, i pensieri e i ricordi: lo farà Alida Valli: in her Own Words, il documentario diretto Mimmo Verdesca è stato infatti selezionato ufficialmente all’importantissimo festival cinematografico nella sezione “Cannes Classics”.

Prodotto dalla veneziana Kublai Film, in associazione con Venice Film e Istituto Luce – Cinecittà e in collaborazione con Rai Cinema, il documentario è, di fatto, il primo film prodotto da una società cinematografica stanziata a Venezia a concorrere al Festival di Cannes. Precisamente, verrà proiettato al Festival Lumière di Lione, che ospiterà, dal 10 al 18 ottobre, la sezione “Cannes Classics” di questa edizione della competizione. 

Alida Valli: in her Own Words, scritto dallo stesso Verdesca insieme al nipote dell’attrice Pierpaolo De Mejo, racconta la vita della diva del cinema scomparsa nel 2006. Si tratta di un’opera che raccoglie innumerevoli materiali inediti - dalle lettere, ai diari, alle fotografie - e che vede la partecipazione straordinaria di Roberto Benigni, Piero Tosi, Bernardo Bertolucci, Dario Argento, Marco Tullio Giordana, Margarethe Von Trotta, Felice Laudadio, Vanessa Redgrave, Thierry Frémaux e molti altri. 

Il film nasce dall’incontro tra Verdesca e De Mejo ed è strutturato come un racconto in prima persona, durante il quale Alida - doppiata da Giovanna Mezzogiorno - rilegge il suo diario e le sue lettere, raccontando così la sua nascita a Pola, l’infanzia a Como e il suo forte desiderio di diventare attrice. Vengono rievocati quindi l’arrivo a Roma nel 1935, gli studi al Centro Sperimentale di Cinematografia, i nuovi amici, i primi film, il grande successo con le commedie dei “telefoni bianchi” e l’affermazione con Piccolo Mondo Antico. Poi la guerra, gli amori, il matrimonio, i figli, Hollywood, le scelte difficili, il ritorno in Italia per i grandi film con Visconti, Antonioni, Pasolini, Bertolucci e ancora tante produzioni in Francia, Spagna, Messico e infine il teatro, in una luminosa carriera durata 70 anni. La storia parte dalle ultime pagine del diario, in cui un’Alida settantenne celebra, con emozione, l’assegnazione del Leone d’oro alla carriera al Festival di Venezia nel 1997. 

«La ricerca di tutti i materiali è durata più di due anni; la produzione ci ha impegnati invece per oltre un anno. - spiega Marco Caberlotto, socio e produttore, insieme a Lucio Scarpa, di Kublai Film - È stato fatto un lavoro certosino, portato avanti con estrema dedizione: grazie alla famiglia dell’attrice abbiamo avuto accesso a tutti i suoi diari, lettere, video e foto». Numerose anche le interviste, tra le quali figura l’ultima rilasciata da Bernardo Bertolucci prima della sua morte. 

Il film, di cui è prevista l’uscita nelle sale cinematografiche italiane dopo la conclusione del Festival di Cannes, è pensato per essere fruito da tutto il mondo: «Le riprese sono state effettuate a New York, Los Angeles, Pola, Parigi, Venezia: tutti posti frequentati dall’attrice per lavoro e per piacere. Nel documentario saranno presenti anche alcune sequenze dei suoi film più famosi e le rare interviste televisive in cui si è raccontata, tratte da archivi importanti come Rai Teche, Istituto Luce Cinecittà e Mediaset. La ricostruzione del filone dei detentori dei diritti degli spezzoni è stata complessa ma siamo riusciti a portarla a termine alla perfezione» racconta Marco.

Alida, prima della grande attrice che tutti conosciamo, era una donna libera, indipendente, combattiva, moderna e per niente diva. Una persona schiva che non amava raccontarsi in pubblico. Lo faceva invece privatamente, affidando i suoi pensieri e i suoi ricordi a un diario, ritrovato dalla famiglia nel 2006, anno della sua scomparsa: «Purtroppo non ha avuto tanti riconoscimenti da viva, eccetto il Leone d’oro alla carriera. - continua Caberlotto - L'anno prossimo ricorreranno i cento anni dalla nascita di Alida, precisamente il 31 maggio 1921, per cui la nostra speranza è che il film si inserirà in una forte programmazione di iniziative per ridare luce a una delle più grandi attrici del nostro Paese».

La notizia della selezione al Festival di Cannes è stata accolta con estremo entusiasmo: «Non è mai accaduto, per una produzione veneziana, e che accada su un progetto su una grandissima attrice come Alida Valli, che tanto amava la nostra città, è per noi un valore aggiuntivo. Quando abbiamo saputo la notizia siamo esplosi in un sorriso molto grande. È davvero un grande orgoglio: noi della Kublai lavoriamo spesso su progetti internazionali ma teniamo molto al nostro essere veneziani» conclude Marco.

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