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Ristorante a Venezia

Ristorante a Venezia

Categorie e sindacati al governo: «Bar e ristoranti vanno riaperti». Le proposte

Per Fipe Venezia «sono indicazioni di buon senso per avere un equilibrio tra le necessità sanitarie e quelle del commercio»

Riduzione degli orari di chiusura, vaccini per gli addetti della ristorazione e introduzione del passaporto sanitario per la clientela: sono alcune delle proposte avanzate da Confcommercio e Confesercenti, che, assieme ai sindacati (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil), hanno scritto al ministro dello Sviluppo economico chiedendo di attenuare le misure restrittive valide per bar e ristoranti. Per il presidente di Fipe Confcommercio Venezia, Massimo Zanon, si tratta di «indicazioni di buon senso che dimostrano che si può raggiungere il giusto equilibrio» tra la necessità di riaprire e quella di contrastare la diffusione del Covid-19.

Le proposte

In breve, il documento propone: la possibilità, in zona gialla, di riaprire al pubblico alla sera e, in zona arancione, a pranzo e fino alle ore 18 (con permesso di vendita da asporto); l'inserimento degli addetti dei pubblici servizi tra le categorie prioritarie a cui somministrare il vaccino anti Covid, subito dopo il personale sanitario; l'attivazione graduale del passaporto sanitario per la clientela già stata sottoposta al vaccino; la disponibilità a sottoscrivere nuovi protocolli d’intesa con le istituzioni per consentire la riapertura, è necessaria per superare la crisi del settore: da inizio pandemia, ricorda Confcommercio, gli esercizi hanno subìto oltre 160 giorni di chiusura e ci sono attività, come il catering, ferme da un anno.

Al ministro, inoltre, è stata fatta presente l’opportunità di prevedere discipline diverse per locali diversi, distinguendo tra ristoranti ampi e piccoli bar: quelli del primo tipo «potrebbero riaprire con determinate accortezze: obbligo di prenotazione, di misurazione della temperatura all’ingresso, di pagamento elettronico», mentre un locale piccolo, «costretto a restare chiuso, dovrà beneficiare di aiuti di sostegno effettivi». Infine, in prospettiva, «occorre rafforzare le misure economiche di supporto al settore».

Crisi del settore

Secondo Zanon, «è urgente essere rimessi nelle condizioni di riavviare il nostro lavoro, per garantire la continuità delle attività e il reddito nostro e dei nostri dipendenti e collaboratori. I pubblici esercizi rappresentano un punto di riferimento per i quartieri e le città, servono migliaia di consumatori tra cui molti lavoratori per pranzo, sono un presidio di socialità. Riaprire si può e si deve per evitare il tracollo del comparto».

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