Soldi dall'Europa per riparare i danni dell'acqua granda

Guarda e Azzalin: «Duecentoundici milioni. Siano destinati alla prevenzione di fenomeni che condannano Venezia a maree sempre più devastanti». Si aggiungono ai fondi per Porto Marghera

Acqua alta in un negozio a Venezia, archivio

Duecentoundici milioni dall'Europa per ristorare i danni dell'alluvione di novembre 2019 a Venezia. Lo avevano annunciato in videoconferenza qualche giorno fa i sottosegretari di Stato Achille Variati, Pier Paolo Baretta e Andrea Martella. «Una assunzione di responsabilità da parte dell'Europa che smentisce gli euroscettici», per i consiglieri regionali Cristina Guarda (Civica per il Veneto) e Graziano Azzalin (PD). I soldi destinati all'Italia sono quelli del Fondo di solidarietà europeo relativo alle alluvioni che hanno flagellato Venezia e il territorio veneto. «Ci aspettiamo che Regione e Comune di Venezia gestiscano al meglio questi soldi, non solo per ristorare le legittime aspettative dei privati, ma anche per mettere in opera azioni di prevenzione verso fenomeni che, a causa dell'ormai innegabile effetto del riscaldamento globale, condannano Venezia ad acque alte sempre più impegnative e devastanti», scrivono Guarda e Azzalin.

Marghera

«Dopo il miliardo e 300 milioni degli ultimi 5 anni, in arrivo altri 100 milioni per Marghera», aveva precisato Baretta in videoconferenza. Siglato nei giorni scorsi l’accordo quadro tra ministero dell’Ambiente, regione Veneto e Autorità portuale che rende operativi i fondi per il sito di interesse nazionale di Porto Marghera. Si tratta di 102 milioni di euro che permetteranno di completare le opere di marginamento e le banchine nell’ex area industriale di Venezia».

Marginamenti e acqua alta

«Lo scorso 19 aprile si è concluso – spiega Baretta - il processo che ha sbloccato 70 milioni di euro di fondi europei del Piano operativo ambiente Fsc 2014-2020, cui si aggiungono ulteriori 32 milioni di euro che sono già nelle disponibilità della regione Veneto. I fondi europei verranno, a loro volta, ripartiti tra l’Autorità portuale, con uno stanziamento di quasi 42 milioni e Palazzo Balbi. Siamo di fronte – continua il candidato sindaco - a un importante segnale per la nostra città, che arriva nei giorni della crisi economica». I fondi stanziati permetteranno di realizzare i marginamenti delle darsene e dei canali del Molo Sali, del Canale industriale e della Darsena della Rana, oltre all’adeguamento ambientale e alla riqualificazione delle banchine dei Moli A e B. Si aggiungono a quelli per i risarcimenti dei danni economici dell’acqua alta previsti della Commissione europea. 

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