Forte San Felice, manutenzione per accesso dal mare: "Primi passi per recupero del sito"

Oggi si arriva a piedi al complesso monumentale dalla darsena di Chioggia. Presto si potrà giungere attraverso imbarcazione, via laguna. Presentata dal Comune la variante urbanistica

Ad oggi l’unico accesso al complesso monumentale di Forte San Felice è quello ad est, raggiungibile a piedi, con partenza dalla darsena di Chioggia. Ma presto se ne aggiungerà un altro via laguna, sul lato ovest del Forte, dal suggestivo portale Tirali. Sono i primi passi per un recupero su più larga scala del sito, per un uso pubblico. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha partecipato a dei tavoli tecnici a Roma e a Venezia per presentare la variante urbanistica degli immobili militari dismessi.

Un nuovo ingresso

L’amministrazione comunale ha affidato alla ditta Co.Ed.Mar i lavori per permettere l’attracco delle imbarcazioni via mare, al fine anche di implementare i percorsi di visite guidate (gestite dal Comitato Forte San Felice). Nello specifico, la manutenzione prevede la sostituzione delle tavole della pavimentazione danneggiate e il loro successivo fissaggio e il posizionamento di due nuove bricole per una spesa di dieci mila euro. 
Per il progetto complessivo dell’implementazione dei percorsi di visita, anche con accesso via acqua, si spenderanno 30 mila euro così ripartiti: 7 mila euro provenienti dall’amministrazione comunale e 23 mila euro dal Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI), nell'ambito della campagna “Luoghi del Cuore 2017”. 

Il Comitato

"Il tema del Forte San Felice sta molto a cuore a questa amministrazione – commenta il sindaco, Alessandro Ferro –, che si sta adoperando in tutti i modi per far sì che la riqualificazione parta il prima possibile, per aprire l’area alla città con strutture e programmi di qualità, degni della bellezza del sito. Ringrazio ancora il Comitato Forte San Felice, che con l’attività di sensibilizzazione di questi ultimi anni ha fatto sì che il Comune di Chioggia fosse assegnatario del contributo economico di 23 mila euro da parte del Fai, da destinare al recupero delle aree del Forte e consentire di proseguire le visite guidate con maggiore sicurezza. La meraviglia racchiusa entro i bastioni cinquecenteschi oggi è conosciuta da moltissime persone, di Chioggia ma anche provenienti da lontano".

L’incontro a Roma 

Il vice sindaco Marco Veronese, l’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici, Elga Messina, assieme al coordinatore tecnico dell’ufficio urbanistica del comune di Chioggia, hanno partecipato venerdì 13 luglio al quarto tavolo tecnico sul Forte San Felice, in questa occasione ospitato nella sede del ministero della Difesa. Finora gli incontri hanno permesso di affinare la conoscenza degli immobili, delle criticità conseguenti all’abbandono e delle operazioni necessarie per recuperarlo e per farlo rivivere con attività non solo per la città, ma anche di più ampio respiro. 

"Vi è infatti la necessità di ampliare - spiega il vicesindaco - le attuali destinazioni d’uso previste dal piano regolatore e differenziare le attività che verranno ospitate, per determinare lo sviluppo di una sinergia di funzioni tutte orientate alla finalità di partecipare alla valorizzazione storico culturale complessiva del Forte, perché possa svolgere un ruolo di risorsa culturale ed economica in dialogo con la città di Chioggia. Possiamo pensare a strutture turistico ricettive utili a sostenere la gestione del Forte e anche ad attività commerciali come bar e caffè, ristoranti e negozi in grado di generare i necessari rientri economici e sempre in sinergia con le aree e attività pubbliche, come il complesso museale che si sta immaginando con il MiBAC e il Polo museale del Veneto e gli altri soggetti partecipanti al tavolo come ad esempio la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Venezia e Laguna e il Demanio".

Gli edifici interessati dalla variante sono quelli più recenti, di minor pregio e con i maggiori problemi di recupero (ovvero gli alloggi militari e del custode, il trinceramento ovest e la casermetta francese) lasciando quelli di maggiore interesse storico a finalità collettiva. Tra questi ultimi rientrano il portale dell’architetto Tirali, il nucleo più antico del castello della Luppa, la polveriera di costruzione veneziana e la Blockhaus austriaca. In ogni caso, anche gli edifici a cui verrà ampliata la destinazione d’uso rimarranno in proprietà del Ministero della Difesa, che li renderà disponibili ai privati mediante l’emissione di un bando pubblico e il convenzionamento a tempo determinato.

L’incontro a Venezia

Giovedì si è tenuto un incontro tra l’amministrazione comunale, gli enti firmatari del protocollo d’intesa di gennaio e la Regione del Veneto, il cui supporto sarà fondamentale per l’approvazione della variante urbanistica. In questa occasione il direttore del Polo Museale del Veneto, Daniele Ferrara, ha presentato una proposta per la futura valorizzazione di Forte San Felice. D’accordo con il Ministero della Difesa e con il Comune, si individua una soluzione nella figura di un unico concessionario/gestore in grado di stabilire relazioni con il territorio (dialogando e recependo le richieste dei cittadini) e di articolare le attività più remunerative con quelle più prettamente culturali, coinvolgendo nella loro gestione e svolgimento altri soggetti competenti nei vari ambiti (dalle arti, alle scienze, ecc). Tali punti potranno confluire in un bando di gara.
 

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