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Francesco Zambon denuncia: «Oms da rifondare, ormai è inquinata da politica e interessi»

Il medico veneziano, che ha lavorato 13 anni nell'Organizzazione Mondiale della Sanità, parla delle influenze dei governi e di altri entità e svela: «Probabilmente me ne andrò all'estero»

Una lunga intervista nella quale emergono le criticità all'interno dell'Oms, i rapporti tra politica e sanità ed i conflitti di interesse che rendono sempre più la gestione mondiale Covid una gestione poco trasparente. A parlare e a raccontare il suo punto di vista è Francesco Zambon, medico e fino a pochi giorni fa funzionario con 13 anni di esperienza all'interno dell'Oms. Uscito in questi giorni con il suo libro "Il pesce piccolo" Zambon ci racconta come siano effettivamente andate le cose all'interno della sovrastruttura che ha "teleguidato" la gestione pandemica, non senza polemiche.

«Oms da rifondare»

Già l'esordio del medico, che ricordiamo vanta una lunga carriera di formazione alle spalle prima di vincere il concorso nell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è senza mezzi termini: «L'Oms - dice infatti - deve essere riformata radicalmente. Non si può più aspettare. Questa OMS non ci proteggerà da future pandemie, come invece dovrebbe. Troppi i legami con la politica per una struttura che dovrebbe restare indipendente. Se una totale indipendenza rimane nel mondo degli ideali, dobbiamo comunque raggiungere rapidamente un compromesso accettabile. Al momento le pressioni che i governi esercitano su Oms - si veda Cina - e che OMS permette vengano esercitati sono insostenibili. Se pensiamo che il direttore generale e regionale vengono eletti con i voti dei vari ministri dei Paesi membri, é chiaro si instaurino delle dinamiche di potere distorte: si viene a creare un cortocircuito poiché il controllato controlla il controllore. La politica è dentro l'Oms e ne influenza le dinamiche e le scelte. L'Oms invece, per suo mandato costituzionale, deve essere immune da ogni influenza esterna. E, alla luce di quanto successo con il 'caso italiano', bisogna fare pulizia dei conflitti d'interesse che esistono in abbondanza anche all'interno dell' Oms». 

Le pressioni

Zambon, che tra le righe confida che l'ambiente é diventato talmente «ostile» da valutare opportunità all'estero, spiega le sue perplessità rispetto al piano pandemico non aggiornato, parla delle pressioni che gli sono state esercitate relativamente al famoso rapporto Oms sulla risposta italiana al Covid, poi censurato a 20 ore dal suo lancio. Pressioni che sappiamo oggi «non essere giunte solo da Guerra, direttore della Prevenzione in Italia dal 2014 al 2017, a capo quindi dell'organo che doveva aggiornare il piano pandemico e quindi con un interesse nel bloccare la pubblicazione Oms che affermava che il piano pandemico, invece, risaliva al 2006».

«Molti sapevano»

«Oggi quindi, grazie alle indagini della procura di Bergamo, - spiega - sappiamo che molte persone erano a conoscenza di questo rapporto scomodo, tutte le più alte cariche della salute: il ministro Speranza, il suo capo di Gabinetto, il presidente dell'istituto Superiore di Sanità, per non menzionare i vertici Oms. Il rapporto che un team di 10 esperti aveva realizzato presentava in forma narrativa le criticità ma anche i punti di forza della risposta italiana al Covid, così che gli altri stati potessero avere un 'vantaggio' da quanto l'Italia stava subendo. Un vantaggio che noi non avevamo avuto perché dalla Cina non era arrivata quasi nessuna informazione utile. Da subito nel febbraio 2020, avevo infatti intuito come la situazione, di lì a breve, sarebbe precipitata in Italia: avvisai io stesso per primo il direttore regionale Oms Europa, Kluge. Tuttavia non c'era, neanche da parte dell'Oms, all'inizio, una linea chiara su quanto era necessario fare. Il rapporto indipendente redatto sulla gestione mondiale Covid da parte del premio nobel Sirleaf e dall'ex premier della Nuova Zelanda Clark - uscito a maggio del 2021- é molto chiaro: dice che febbraio é stato un 'mese perso' sia da parte di Oms che dei Paesi. E sappiamo quanto importante sia anche un solo giorno all'inizio di una pandemia. Lo stesso rapporto definisce questa catastrofe come la Cernobyl del XXI secolo. Che é stato un incidente, le parole non sono usate a caso in testi di questa portata». 

«Nessun obbligo di far vagliare i testi dai governi»

Il medico, che insiste sulla necessità di una Oms slegata rispetto ai governi, chiude infine spiegando che «il ministro certamente doveva essere informato che stava uscendo una pubblicazione Oms sull'Italia. Nulla di più: questa informazione la doveva passare Guerra. Ben altra cosa é condividere il testo finale, che, per un rapporto indipendente, sarebbe stato un ovvio controsenso. Non c'è nessun obbligo ufficiale di far vagliare i testi dai governi. Correttezza istituzionale é un conto è va sempre rispettata. Indipendenza dell'Oms va anch'essa rispettata, ed é un valore superiore. È poco costruttivo mettere la testa sotto la sabbia aspettando il problema passi. Si colga invece l'occasione per avviare una discussione aperta, trasparente, per il bene di tutti i cittadini del mondo. Al momento le premesse per un tavolo di discussione volto ad ammettere e correggere i propri errori e costruire un futuro migliore mancano completamente.» Infine Zambon si dice sicuro che la giustizia farà il suo corso rispetto all'inchiesta che si sta svolgendo a Bergamo e che vede lo stesso Ranieri Guerra indagato: «Si arriverà alla verità» chiude.

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