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Giovedì, 9 Febbraio 2023
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Banca Generali promuove il concerto di Beatrice Venezi alla Fenice

L'evento, in programma saabto 19 novembre, è sostenuto dai Wealth Advisor di Banca Generali Private nel Nordest. L’Area Manager Leandro Bovo spiega le sfide di oggi per la protezione del risparmio

La grande musica classica torna nella sua casa naturale, la Fenice di Venezia, con una delle sue esponenti italiane di maggior spicco: il direttore Beatrice Venezi. Sabato 19 novembre, a partire dalle ore 20, si alza il sipario del suggestivo teatro veneziano per ospitare il concerto dell’Orchestra Filarmonica Italiana sulle note senza tempo di Beethoven e Mendelssohn. Promotori della serata, i Wealth Advisor di Banca Generali Private nel Nordest guidati dall’Area Manager Leandro Bovo.  

«Dopo oltre due anni dalla pandemia - commenta Bovo - volevamo tornare a celebrare la nostra splendida città con un concerto capace di restituirci il calore e le emozioni della musica e del ritrovarsi. A luglio 2020 avevamo organizzato con Beatrice un concerto durante il covid in streaming senza pubblico ma già all’ora ci eravamo ripromessi di organizzare al meglio alla prima occasione. Eccoci qua».

Dopo la pandemia l’inflazione e ora il rischio di recessione. Non proprio un bel periodo per i risparmiatori.

Sicuramente il 2022 è stato un anno complesso. Le tensioni geopolitiche e la crisi energetica stanno pesando sui mercati così come l’inflazione sulle famiglie e sulle imprese. Dopo 20 anni a inflazione praticamente zero e tassi ai minimi con la stabilità dell’introduzione dell’euro ci siamo ritrovati ora tutto d’un tratto ad un’inflazione oltre l’11% come non si vedeva dagli anni ’80. Questa situazione provoca ansia e apprensione, ma è proprio nei momenti più difficili che emergono le competenze e l’importanza di affidarsi anche per la cura dei propri risparmi a professionisti capaci di analizzare i fattori di rischio in modo oggettivo e compire le scelte di diversificazione più opportune. Non dimentichiamoci che la storia ci insegna che la fiducia nel progresso e sviluppo dei mercati ci ha sempre dato ragione. Abbiamo passato la crisi degli anni ’70 del petrolio con austerity e condizioni simili se non superiori di disagio e da allora il Paese e il mercato hanno moltiplicato esponenzialmente il proprio valore. Quindi per risponderle, certamente abbiamo visto momenti più tranquilli ma in ambito finanziario dalle distonie di mercato spesso si generano opportunità sapendo seguire i trend di solida crescita futura. 

E dal vostro osservatorio qual è lo stato di salute delle aziende?

I dati sull’export record anche ad ottobre confermano la qualità e capacità di reagire in modo flessibile e rapido agli stimoli economici delle nostre imprese. Il tessuto delle pmi di qualità riesce a garantirsi competitività sui mercati grazie a specializzazione e non ultimo un euro debole che ne agevola la penetrazione sui mercati internazionali. Dal nostro osservatorio vediamo sensibili miglioramenti nella solidità, competitività intesa come sviluppo della governance e processi interni, da parte delle aziende che guardano alle opportunità di consolidamento nei propri settori. Come banca specializzata negli investimenti e nella valorizzazione del patrimonio delle famiglie anche in un anno difficile come questo abbiamo seguito diversi dossier da vicino per alcuni imprenditori aiutandone lo sviluppo. In particolare nel Nord-Est, nella nostra area, vediamo tanto interesse non solo alla protezione di breve della liquidità dalla volatilità dei mercati, ma anche e soprattutto la voglia di confrontarsi sui temi più rilevanti per il futuro dell’impresa, come il passaggio generazionale e le opportunità di crescita per linee esterne.   
 

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