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Giornata dell’avvocato minacciato, focus dell'ordine di Venezia sull'Azerbaigian

Insieme agli altri difensori dei diritti umani partecipano alla ricorrenza del 24 gennaio ogni anno contro le intimidazioni e per assicurare in modo libero la difesa

Il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Venezia (Coa), con la sua commissione diritti umani aderisce alla giornata internazionale dell’avvocato minacciato, che ricorre il 24 gennaio di ogni anno e, focalizzandosi sulla situazione di un paese in particolare, si propone di richiamare l’attenzione della società civile e delle autorità sui rischi che in molte parti del mondo gli avvocati devono correre per assicurare in modo libero e indipendente il diritto di difesa, mettendo a repentaglio la loro incolumità fisica e, nei casi più gravi, la loro stessa vita.

Quest’anno, spiegano da Venezia, l’attenzione è rivolta agli avvocati dell'Azerbaigian i quali, insieme agli altri difensori dei diritti umani, fra i quali giornalisti, attivisti ed ong (organizzazioni non governative), sono soggetti ad intimidazioni sia attraverso la loro sottoposizione a procedimenti penali (con arresti, perquisizioni e misure come il sequestro dei loro beni) sia a procedimenti disciplinari che, spesso, portano alla loro radiazione dall’albo o alla sospensione dall’attività professionale. «Situazioni, queste, che compromettono gravemente l’indipendenza degli avvocati con la conseguenza di distoglierli dal patrocinare casi politicamente sensibili, rendendoli vulnerabili e, al contempo, limitando il pieno dispiegarsi dell’attività difensiva».

Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, in considerazione del fatto che l’Azerbaigian ha aderito al sistema regionale del Consiglio d’Europa il 25 gennaio 2001 ed è uno Stato che fa parte della Convenzione dal 15 aprile 2002, ha avuto modo di occuparsi di casi relativi sia ai procedimenti disciplinari che hanno portato alla radiazione o alla sospensione dall’esercizio dell’attività professionale di diversi avvocati, sia alla loro incriminazione e detenzione, evidenziandone in più occasioni l’illegittimità. Il Coa di Venezia, pertanto, «richiamando il valore dell’indipendenza e respingendo qualsiasi tentativo volto ad identificare gli avvocati con i loro assistiti, condanna ogni attacco alla funzione difensiva ed esprime la propria solidarietà agli avvocati dell’Azerbaigian e a tutti i difensori dei diritti umani che, a causa dell’esercizio della loro attività, sono sottoposti a vessazioni o minacce».

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