Domenica, 17 Ottobre 2021
Attualità

Oggi è la Giornata nazionale per le vittime del Covid e Venezia si illumina di tricolore

Bandiera italiana proiettata sui palazzi comunali e altri eventi nel Covid Hospital di Jesolo a un anno dal giorno più tragico per il nostro Paese con 2.978 vittime di Covid-19 su scala nazionale

È passato esattamente un anno dalla giornata più tragica per il nostro Paese quando, da Bergamo, i camion dell'esercito italiano trasportavano verso i forni crematori le vittime di Covid che avevano raggiunto le 2.978 (il numero più alto a livello nazionale). Proprio oggi, 18 marzo, infatti, è stata istituita la Giornata nazionale per le vittime del Covid per ricordare, nella data simbolica del picco più basso della tragedia sanitaria, tutte le perdite causate della pandemia. Gli eventi a livello nazionale saranno diversi, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, infatti, sarà a Bergamo per prendere parte a due eventi: uno al cimitero monumentale e un altro all’inaugurazione del Bosco della memoria. Anche Venezia, ha scelto di ricordare questa data, diventata legge approvata dal Senato, con diversi eventi dedicati a tutti coloro che hanno perso la vita a causa di questo virus. 

Venezia si illumina di tricolore in ricordo delle vittime del Covid

Venezia ha scelto di illuminare, nella serata del 18 marzo, i suoi palazzi comunali, Ca' Farsetti a Venezia e i Municipio e Torre civica a Mestre, con i colori della baindiera italiana. Inoltre è stato rispettato un minuto di silenzio da parte del sindaco Luigi Brugnaro in ricordo dei caduti per Covid davanti al municipio comunale con le bandiere a mezz'asta. 

Cinquantacinque fiori in terapia intensiva: uno per ogni vittima all'Angelo di Mestre

Sono cinquantacinque i fiori portati tra i letti della Rianimazione dell’Angelo, uno per ogni vita persa per colpa del Covid. Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Edgardo Contato ha regalato cinquanta tulipani viola e arancioni e cinque rose rosa ai sanitari del reparto mestrino. Presenti tutti i ‘primari Covid’ dell’ospedale assieme alla loro direttrice Chiara Berti.

giornata vittime covid 4

Un evento social al Covid Hospital di Jesolo

Anche l'Ulss 4 ha deciso di istituire un evento social per manifestare la vicinanza alle famiglie che hanno subito delle perdite a causa dell'epidemia da Covid-19 e al personale medico e sanitario che da oltre un anno è in prima linea nel curare le persone contagiate. La cerimonia si svolgerà oggi 18 marzo alle ore 11.00 nel piazzale antistante l'ospedale di Jesolo con un format “social” a cui parteciperanno: il direttore generale Mauro Filippi, i sindaci Valerio Zoggia (Jesolo) e Silvia Susanna (Conferenza dei sindaci del Veneto Orientale), il medici Fabio Toffoletto e Lucio Brollo che dirigono rispettivamente la terapia intensiva e le malattie infettive al covid-hospital di Jesolo, il cappellano dell’Ulss4 Don Eros Pellizzari, ci sarà inoltre la testimonianza di una donna che ha perso il padre a causa del virus.   

L'evento si svolgerà con la sola presenza dei relatori ma verrà trasmesso, per tutti, in diretta sulla pagina Facebook dell'Azienda sanitaria Ulss 4.

Bandiere a mezz'asta e sirena prolungata a Choggia: morti 137 concittadini per Covid

Bandiere a mezz'asta anche a Chioggia dove il sindaco Alessandro Ferro ha rispettato un minuto di silenzio davanti allo Stendardo in Piazzetta XX Settembre in ricordo delle oltre 100.000 vittime dell'epidemia. Anche al mercato ittico all’ingrosso di Chioggia si ricoderanno i caduti per Covid con il suono della sirena prolungato. 

«Sono 137 i nostri concittadini che sono mancati in questo ultimo anno, a causa del virus - commenta Ferro - Dietro a questo numero, ci sono intere famiglie, parenti e amici che stanno cercando di colmare il vuoto di queste perdite dolorose e, spesso, così improvvise. Il mio pensiero va a tutti loro: dal lutto dobbiamo tratte la forza di guardare avanti con umiltà, impegno e speranza. Dal Covid dobbiamo guarire, proteggerci, per ripartire».

A Mira il primo decesso per Covid nella provincia di Venezia: il ricordo del sindaco 

In occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime da covid, alle 11.00, in contemporanea con tutti i comuni d’Italia, anche il sindaco di Mira, Marco Dori, ha osservato un minuto di silenzio in piazza IX Martiri, nei pressi del municipio, davanti alla bandiera italiana issata a mezz’asta in segno di lutto e ha ringraziato tutti coloro che in prima linea hanno contribuito a combattere il Covid. Insieme al primo cittadino sono intervenuti il comandante della Tenenza dei Carabinieri Massimo Andreozzi, il coordinatore della Protezione civile comunale Riccardo Cracco, alcuni agenti della Polizia locale col gonfalone del Comune e rappresentanti dell’associazionismo cittadino. Proprio a Mira, il primo marzo 2020, si registrò il primo decesso per covid in provincia di Venezia, con la morte di Mario Veronese, che risiedeva a Oriago. 

356 palloncini colorati lanciati dalla residenza Francescon di Portgruaro

Trecentosessantacinque palloncini colorati e biodegradabili sono stati lasciati andare verso il cielo di Portogruaro nel ricordo di ogni difficile giorno trascorso. Così la residenza Francescon ha deciso di omaggiare l'odierna ricorrenza nazionale delle vittime Covid, istituita di recente dal governo. Una data che tra l'altro coincide anche con l'entrata del virus nella struttura di Borgo San Gottardo.  Alle 12.30, nel parco esterno della struttura, si è svolta una breve cerimonia in forma privata alla quale hanno preso parte, oltre alla presidente Sara Furlanetto, anche il sindaco di Portogruaro, Florio Favero e il direttore dell'Ulss4, Mauro Filippi. Dalle varie terrazze della casa di riposo ospiti, operatori e volontari hanno fatto volare tantissimi palloncini, non inquinanti, uno per ogni giorno trascorso da quel 18 marzo 2020. Quelli bianchi, 15, a ricordo degli anziani morti in Residenza durante l’emergenza. Quelli colorati, invece, lasciati andare al cielo in segno di fiducia nel futuro e di incoraggiamento verso chi è ancora al fronte di questa difficile guerra. A volare, assieme ai palloncini, vi erano anche i bigliettini scritti da anziani ospiti, operatori, volontari e familiari, con messaggi di ricordo e speranza per il futuro.

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