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«Italiani trucidati o fuggiti da casa loro»: 10 febbraio, giorno del Ricordo

«Pagina di storia a lungo taciuta. Migliaia le vittime delle atrocità di un disegno di pulizia etnica e politica a opera dalle milizie jugoslave; 350 mila via dalla loro terra»

La commemorazione in piazza Martiri a Marghera, in diretta Facebook sulla pagina del Comune, e la cerimonia in streaming su YouTube, dal teatro Momo, con gli interventi del sindaco Luigi Brugnaro, della presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano, di Alessandro Cuk presidente dell'Associazione Venezia Giulia Dalmazia, e di Andrea Castelletti, regista dello spettacolo teatrale "Giulia", sono state le due iniziative più importanti organizzate dal Comune per la commemorazione del giorno del Ricordo 2021.

Le inziative del 10 febbraio

Alle 11 è stata deposta una corona sul cippo a Marghera in onore delle vittime del martirio e dell'esodo istriano, giuliano e dalmata e a mezzogiorno le celebrazioni sono proseguite con gli interventi istituzionali. Quindi la proiezione della commedia "Giulia" scritta dalla giornalista Michela Pezzani e messa in scena dal teatro Impiria di Verona. Giulia è la storia di una bambina che compie un viaggio con i suoi genitori nella terra delle sue origini e dove, a ritroso, scopre il destino dei suoi nonni e della sua bisnonna, di cui lei porta il nome e il cui corpo giace ancora custodito in una foiba carsica. Un viaggio nel tempo, nella geografia - spiegano gli autori - nella memoria e nel ricordo». La cerimonia cittadina e lo spettacolo teatrale saranno disponibili dal 10 al 17 febbraio.

Gli eventi

Il cartellone degli eventi, consultabile sul sito del Comune, è composto da 34 iniziative realizzate in collaborazione con enti, associazioni, Università, che accompagneranno tutto il mese del Ricordo. Tra i contributi in collaborazione con l'Associazione Venezia Giulia Dalmazia, anche un documentario di videotestimonianze dal titolo "Giorno del Ricordo. Memorie dell'esodo giuliano-dalmata", con il montaggio di una parte di videointerviste effettuate nel 2013 all'interno di un progetto di raccolta di documenti, fotografie e testimonianze denominato "Archivio del Ricordo. Memorie Giuliano-Dalmate a Venezia". Il documentario vede la collaborazione anche dell'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Iveser). A Marghera hanno presenziato anche rappresentanti delle forze dell'ordine e il viceprefetto vicario Sebastiano Cento. 

Giorno del Ricordo Damiano Cuk-2

Il velo squarciato

«A pochi giorni dalle commemorazioni del 27 gennaio, dove abbiamo fatto memoria delle stragi di vite umane compiute dal nazifascismo nei campi di concentramento - ha detto il sindaco Brugnaro - oggi abbiamo il dovere di ricordare tutte le vittime delle foibe e l'esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. È la disonorevole storia della violenza dell'uomo verso un altro uomo. Una triste pagina di un passato per troppi anni taciuto. Dopo l'istituzione del giorno del Ricordo, le dure parole espresse dall'allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, furono un segnale di rottura col passato. Disse che la tragedia di migliaia di italiani imprigionati, uccisi e gettati nelle fosse assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica, che aveva lo scopo di sradicare la presenza italiana da quella che era e cessò di essere la Venezia Giulia. Queste parole arrivarono forti e chiare a squarciare quel silenzio costruito per tacere la sofferenza di un popolo».

«Restare vigili»

"Essere qui oggi, assieme all'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, rappresentata dal presidente del comitato di Venezia Alessandro Cuk, è quindi un dovere civico per tutti noi - ha proseguito il primo cittadino -. Sentiamo il dovere di costruire una società dentro la quale la violenza conseguente all'ideologia non abbia mai più cittadinanza. Abbiamo il dovere di metterci la faccia e, con il nostro impegno quotidiano, di contrastare quei rigurgiti violenti di giustificazionismo o peggio ancora di riduzionismo. La storia non si può modificare, ma dobbiamo imparare affinché gli errori del passato non si ripetano. È questo l'impegno che prendiamo davanti ai nostri fratelli giuliano-dalmati, che hanno ancora vivi nelle loro menti i ricordi delle violenze e delle privazioni patite. Nell'anno delle celebrazioni dei 1600 anni della fondazione di Venezia essere qui a ricordare questa giornata assume una valenza ancora più significativa per la nostra città: è l'occasione per ribadire il nostro legame di sangue, storia e cultura con quelle persone e con quelle terre, con l'impegno di restare sempre vigili e memori».

La difficile e rischiosa opera di recupero delle vittime delle foibe in Istria impegnò i vigili del fuoco di Pola diretti da un maresciallo, Arnaldo Harzarich, dalla metà di ottobre del 1943. Come descrivono alcuni documenti dell’epoca, la squadra si avvalse di una “biga formata da pali fissi all'estremità superiore e aperti a quella inferiore a mo' di piramide” e di “un paranco con doppia carrucola”: una per l'operatore, l'altra di riserva. Terminata l'impalcatura, Harzarich scese prima “alla profondità di 66 metri, su un piano fortemente inclinato”, poi a 146 metri per trovare un secondo piano che era pieno di cadaveri. Una scorta armata di 25 uomini forniti dalla polizia di Pola affiancò per quasi tutta l’operazione i vigili del fuoco per scongiurare possibili attacchi. Il bilancio con i seguenti dati finali fu di: “ 8 giorni di lavoro, 9 discese effettuate, 84 salme di vittime estratte".

Venezia attiva dal 1984

«Quest'anno anche a Venezia vivremo in maniera diversa la ricorrenza, con molti eventi in streaming e tante celebrazioni in presenza fatte in maniera più intima, nel rispetto delle restrizioni vigenti - ha aggiunto Cuk -. Ma questo non toglie nulla all'importanza di ricordare la tragedia delle foibe e degli esuli. Una ricorrenza che, sulla base della legge 92 del 2004, riconsegna pagine di storia sulla complessa vicenda del confine orientale che erano state per troppo tempo dimenticate. A Venezia già nel 1984 venne intitolato grazie all'interesse di Gaetano Zorzetto, un monumento nel cimitero di Mestre alle vittime dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia. A testimonianza di una collaborazione pluridecennale che, sicuramente, andrà avanti nel tempo».

Giulia e gli italiani "stranieri"

«Giulia nasce con l'intento di provocare interesse su questioni complesse, come quella del confine orientale - ha spiegato il regista Castelletti -. Fatti che ci toccano da vicino, persone italiane che si sono trovate, in breve tempo, straniere là dove hanno sempre vissuto. Al centro dello spettacolo c'è il dramma della gente comune, che viveva a Pola, come a Udine o a Padova, che la guerra l'ha subita e non l'ha voluta. E che oltre a una guerra ha perso pezzi interi della propria esistenza. Oggi si parla di accoglienza, di popoli che provengono da altre culture, che arrivano nel nostro Paese. Gli esuli erano italiani che non hanno trovato accoglienza in Italia».

«Oggi l'Italia ricorda migliaia di connazionali che in quel tragico periodo storico, dal 1943 al 1947, subirono atrocità che seguivano un disegno di pulizia etnica, culturale e politica perpetrato dalle milizie jugoslave - ha affermato la presidente Damiano -. Bisogna tenera alta l'attenzione su una vicenda dolorosa e complessa. Venezia, però, è sempre stata sensibile a questa pagina di storia, proponendo, anno dopo anno, sempre più numerosi momenti di approfondimento e riflessione. Eventi che si articolano per tutto il mese di febbraio e a volte si spingono anche a marzo e che coinvolgono tutto il territorio. La città di Venezia fa della memoria e del ricordo capisaldi di civiltà e rispetto. Come istituzioni abbiamo la responsabilità civile di testimoniare e l'obbligo morale di trasmettere questa storia alle nuove generazioni». 

L'interrogazione politica

Il consigliere regionale FdI, Raffaele Speranzon, come primo firmatario e Alberto Villanova (secondo firmatario) hanno presentato una mozione rivolta alla giunta regionale, per impegnarla a: «sospendere ogni tipo di contributo finanziario e di qualsiasi altra natura (es. patrocinio, concessione di sale, ecc.) a beneficio pubblici e privati che, direttamente o indirettamente, concorrano con qualunque mezzo o in qualunque modo a diffondere azioni volte a macchiarsi di riduzionismo, giustificazionismo e di negazionismo nei confronti delle vicende drammatiche quali le Foibe e l’Esodo, sminuendone la portata e negando la valenza storica e politica di questa enorme tragedia».

Giorno del Ricordo 2021-3

Chioggia

Il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro e il presidente del Consiglio comunale Endri Bullo hanno partecipato, insieme alle forze dell'ordine rappresentate da Flavio D'Addario, dirigente della polizia di Stato e al luogotenente Domenico Lettera, comandante della stazione carabinieri di Chioggia, alla cerimonia di commemorazione del giorno del Ricordo, per rinnovare la memoria sulla tragedia delle foibe e l'esodo Giuliano, Dalmata, Fiumano. Il sindaco alle 10.30 ha deposto una corona d'alloro davanti alla targa intitolata ai martiri delle foibe, all'Isola dell'Unione (sotto il sindaco Alessandro Ferro).

Giorno del Ricordo_Chioggia 2021_sindaco Ferro-2

Spinea

Varie le iniziative attivate dagli assessorati alla Cultura e alla Pubblica istruzione per la città e per le scuole di Spinea (in streaming). «L'importante è non lasciar passare in silenzio queste ricorrenze, continuando a tenere la luce accesa su questi bui capitoli della storia, in modo da sperare di non ripetere più simili tragedie», ha detto l'assessore alla Cultura Elia Bettin. «Mi unisco all'assessore sull'importanza della memoria. Sembra quasi banale come concetto, ma l'umanità sembra continuare a ripetere ciclicamente gli errori del passato. Le istituzioni non possono, dunque, esimersi dal compito di trasmettere la memoria, nella speranza che tragedie come queste non avvengano più. Compito ancora più importante, soprattutto negli anni a venire, quando prima o poi sarà purtroppo scomparso anche l'ultimo testimone vivente di questo doloroso capitolo e la tentazione di chiedersi se sia davvero successo tutto questo potrebbe far capolino nella mente di alcuni», ha commentato il sindaco Martina Vesnaver.

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