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Giorno della Memoria 2021: nuove pietre d'inciampo a Venezia e Chioggia, gli eventi in provincia

Per l'occasione si mobiliteranno molti comuni della provincia: le iniziative di Noale e Dolo

Si è rinnovato lunedì mattina, con partenza dal Campo del Ghetto, l’appuntamento con la cerimonia di deposizione delle Pietre d’Inciampo, nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria di Venezia.

Venezia

Un itinerario scandito dalla posa di 15 pietre e dal minuto di silenzio davanti all'uscio di casa che fu l’ultima dimora dei concittadini veneziani prima della deportazione. Le 15 pietre si vanno ad unire alle 90 già presenti. La presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, che ha aperto la commemorazione, ha ricordato: «Non si tratta semplicemente di un rito ma di un momento dall’alto valore civile, che va a restituire dignità, identità, umanità, ma anche un nome, un volto, un’anima a quei cittadini veneziani che furono strappati alla vita e consegnati all’orrore dei campi di concentramento». Alla commemorazione hanno preso parte anche Paolo Navarro Dina della Comunità ebraica, Giovanni Sbordone, direttore dell’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, il professore di Ca' Foscari Shaul Bassi in rappresentanza dell’associazione Beit, Luisella Pavan-Woolfe, direttrice del Consiglio d’Europa-Ufficio di Venezia, Marita Liebermann direttrice Centro Tedesco di Studi Veneziani e Marco Borghi, presidente della Municipalità di Venezia-Murano-Burano.

A Chioggia

Per quanto riguarda gli altri comuni, a Chioggia il sindaco Alessandro Ferro e il presidente del Consiglio comunale Endri Bullo mercoledì effettueranno una "staffetta" collocando una targa adesiva, assieme a un omaggio floreale istantaneo, in corrispondenza di ciascuna delle tre pietre d'inciampo già presenti nel territorio clodiense: alle ore 9 a Cavanella d’Adige davanti a quella in memoria di Giusto Grego (all’esterno di Corte Salasco); alle 9.30 nella pista pedonale di via San Marco a Sottomarina (altezza del civico 727, davanti calle dei Celoni) per Giulio Bergo Oro; alle 10 in piazza Poliuto Penzo a Chioggia (intersezione tra calle del Duomo e riva canal Lombardo) per Guido Lionello. 

Due nuove pietre d'inciampo, dedicate a Giovanni Bullo (ultima residenza in calle Ravagnan 441 a Chioggia) e Arduino Boscolo Anzoletti (deportato da Sesto San Giovanni, ultima residenza in città nell’intersezione tra piazza Todaro e calle dei Nale a Sottomarina) verranno, invece, collocate nel corso di quest'anno. ANPI spiega: «Nonostante l’intenzione iniziale di collocare le pietre 2021 durante la Giornata della Memoria il prossimo mercoledì 27 gennaio, nel perdurare delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ANPI e Comune hanno concordato di rinviare la cerimonia della posa, allo scopo di favorire -quando sarà possibile- la partecipazione dei parenti, delle scolaresche e della cittadinanza, oltre che delle autorità civili e delle associazioni d’arma. A tale scopo, è stata individuata quale possibile data sabato 24 aprile, nelle ore del mattino e nell’imminenza delle celebrazioni per la Liberazione del Paese dalla dittatura nazifascista». L'intenzione del comitato ANPI di Chioggia e dell'amministrazione comunale è quella di onorare nel tempo tutti i 32 deportati chioggiotti, attraverso la dedica di una propria pietra d’inciampo davanti al luogo dell’ultimo domicilio in città.

Le altre iniziative

Il Comune di Dolo, invece, celebra con un'iniziativa dedicata a Maria Lazzari. Nata a Padova nel 1903 in una famiglia profondamente antifascista, che partecipò attivamente alla lotta di liberazione, fu deportata il 10 gennaio 1945 nel lager di Ravensbrück, a nord di Berlino. Nello stesso anno, a causa degli stenti patiti, perse la vita. A Noale, presso la Torre dell’Orologio, verrà allestita, visibile per alcune settimane, una mostra virtuale fotografica a tema dell’Artista Alessio Boscolo che accompagnerà alla riflessione con scatti intensi ed inediti sul tema sui luoghi della Shoah. Mercoledì 27, nel pomeriggio, lettura civica virtuale sul canale “meet” dedicata a Liliana Segre. La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l'unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi ripeteva dentro di sé: «finché io sarò viva, tu continuerai a brillare». Liliana Segre, Cittadina onoraria della Città di Noale dallo scorso autunno.

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