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Trasporti pericolosi, Bettin: "Marghera crocevia a rischio, la sicurezza al primo posto"

Dopo gli spaventosi incidenti di lunedì a Bologna e sull'A4 anche i No Gpl a Chioggia rilanciano l'appello per fermare la costruzione del deposito: "Non vogliamo solidarietà ma prevenzione"

Indici puntati contro il trasporto e i depositi di stoccaggio di sostanze pericolose, dopo gli spaventosi incidenti di lunedì, a Bologna e sull’autostrada A4, tra Grisignano e Padova ovest, che hanno causato morti, feriti e danni gravissimi. Da Marghera è il presidente della Municipalità, Gianfranco Bettin, a chiedere alle autorità competenti, in particolare al ministero dell'Ambiente, di approvare le prescrizioni presentate per la sicurezza della città, crocevia di trasporti a rischio. A Chioggia i No Gpl rilanciano sulla costruzione del deposito di gas liquido: "Non vogliamo solidarietà dopo il disastro ma prevenzione".

Stoccaggio

"L'autotrasporto di sostanze pericolose è diventato un rischio diffuso e letale sulle nostre strade e, molto spesso, all’interno degli stessi centri abitati - scrive Bettin -. Chiediamo che i controlli sulla sicurezza siano rigorosi, e che il trasferimento progressivo da gomma a ferro e acqua, continui e acceleri. Abbiamo formulato osservazioni formali e sostanziali che chiediamo agli organi competenti di accettare, in particolare per quel che riguarda le prescrizioni in materia di nuovi insediamenti di stoccaggio o lavorazione di materiali pericolosi a Porto Marghera, che generano traffici rischiosi accanto o nel cuore stesso della città".

Ferro e acqua

"Lo stesso trasporto ferroviario è sottoposto a gravi rischi - scrive Bettin - quando non viene considerata adeguatamente la questione della sicurezza (come dimostra il devastante incidente di Viareggio del 29 giugno 2009, con 32 morti e decine di feriti dopo il deragliamento e l’esplosione di alcuni carri cisterna contenenti Gpl). La nostra zona, l’area urbana e il complesso di infrastrutture contigue a Porto Marghera, che rifornisce di combustibile tutto il Nordest, è un’area ancora più vasta e sottoposta a questi rischi. Per questo chiediamo che i controlli siano rigorosi. La sicurezza, sul posto di lavoro e sulla strada, su ogni mezzo di trasporto, va messa al primo posto, come ci ricordano questi nuovi terribili incidenti".

No Gpl: la petizione

Da Chioggia il movimento che si è formato nel corso degli anni per contrastare la realizzazione di un deposito di 9 mila metri quadrati di Gpl, lancia un appello, chiedendo di inviare una mail al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai ministri dello Sviluppo, Luigi Di Maio, e dei Trasporti, Danilo Toninelli, per fermarne la costruzione. "Spettabili autorità, non vogliamo la vostra solidarietà dopo il disastro, ma una seria prevenzione. Di quanti disastri c'è ancora bisogno per capire che un deposito attaccato alla città non ci può stare? Fate qualcosa di concreto per salvaguardare la sicurezza dei cittadini di Chioggia".

"No deposito Gpl, morte per la città"

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