Il Comune scrive all'Unesco: il ministro è l'unico responsabile dell'immobilismo sulle grandi navi

La giunta veneziana ha approvato l'atto di indirizzo in occasione della riunione annuale Unesco che valuterà lo stato dei siti patrimonio dell'umanità. C'è anche un riepilogo delle azioni intraprese per tentare di controllare il turismo e favorire la residenzialità

«Sarà solo responsabilità del ministro Toninelli», dice il sindaco Luigi Brugnaro, «se Venezia finirà nella lista dei siti Unesco a rischio». Perché «il ministro «è inesistente per Venezia, non ha mai cercato nessun rapporto e ci ha sbeffeggiato. È venuto in elicottero, ha incontrato i comitati anziché il sindaco, che è stato eletto dai cittadini. E così facendo ha offeso la città. Con lui non riusciamo a dialogare».

Grandi navi

Il principale tema ancora irrisolto, in occasione del comitato patrimonio mondiale Unesco in corso in questi giorni, è quello delle grandi navi. Su questo punto è tutto da rifare, visto che Toninelli ha escluso la soluzione Marghera disconoscendo quanto concordato dal "comitatone" del novembre 2017. Il comitatone, ha ricordato Brugnaro, «era stato convocato come previsto dalla legge. Prevedeva che le navi più grandi arrivassero a Marghera, lungo lo stesso canale che oggi è percorso dalle navi prodotte da Fincantieri, mentre quelle medie e piccole avrebbero percorso il Vittorio Emanuele fino alla Marittima».

Rischio "black list"

Stamattina l'amministrazione comunale ha illustrato l'atto di indirizzo che sarà inviato allo stesso Comitato Unesco, riunito dal 30 giugno al 10 luglio a Baku in Azerbaigian. In pratica il Comune di Venezia chiede all'Unesco di confermare la "draft decision" del passaggio attraverso la bocca di porto di Malamocco e il Vittorio Emanuele, che in precedenza l'Unesco aveva valutato positivamente con un "welcome". Nel documento si fa riferimento alle «annunciate iniziative del ministro delle Infrastrutture in materia di attività crocieristica che appaiono improvvide ed improvvisate, in quanto non sono né concordate né oggetto di confronto e neppure di informativa con le autorità locali. Inoltre si evidenzia come allontanamenti dal percorso avrebbero solo l’effetto di dilazionare ancora una volta, sine die, la risoluzione del passaggio delle grandi navi nel Bacino di San Marco. L'inserimento di “Venezia e la sua laguna” nella “danger list” dell’Unesco - specifica l'atto di indirizzo - sarebbe una responsabilità oggettivamente da attribuirsi al ministero delle Infrastrutture».

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Le azioni della giunta

Il documento parla anche d'altro, e in particolare degli sforzi compiuti dall'amministrazione per controllare il turismo, favorire la residenzialità e limitare i fenomeni contrari al decoro. Eccoli per punti:

  •     aumento del corpo di polizia locale (da 375 nel 2015 a 550 a fine 2019)
  •     nuova control room per garantire maggiore sicurezza: sarà operativa per fine anno; in formazione il gruppo di lavoro.
  •     sperimentazione dei varchi per la gestione dei flussi turistici e spostamento dei punti di accesso dei gran turismo, secondo un calendario (bollini); utilizzata anche per manifestazioni in area marciana
  •     ripristino dei Guardians in Piazza San Marco, spesa sostenuta dall'amministrazione
  •     bollettino del turista per indicare i giorni di maggiore afflusso
  •     nuovo regolamento di polizia urbana, daspo urbano contro i trasgressori
  •     sistema trasparente per il controllo delle affittanze turistiche, GeoIds
  •     nuova regolamentazione in materia di locazioni turistiche in accordo con la Regione Veneto
  •     revisione delle norme urbanistiche a favore della residenza, evitando la trasformazione automatica in strutture ricettive
  •     blocco triennale per nuovi take away, ristoranti e bar nelle aree di maggior pregio
  •     riordino dei plateatici: frutto di un lavoro triennale in collaborazione con le categorie, la direzione Commercio e la Sovrintendenza
  •     nuovo sistema di raccolta dei rifiuti con il porta-a-porta, con drastico calo degli interventi di deratizzazione. Il sistema è stato esteso a tutta la città
  •     introduzione prevista del “contributo di accesso” per la gestione dei flussi: “Siamo andati a  smuovere tutte le coscienze possibili – ho sottolineato Brugnaro. Ringrazio il presidente Mattarella e il Parlamento per questo provvedimento con cui non vogliamo fare cassa, ma regolare la gestione dei flussi”. “Abbiamo avuto dal Mef un'interpretazione che potrebbe consentire al Comune di gestire direttamente questo contributo”.
  •     promozione dell'intero territorio metropolitano per distribuire i turisti
  •     accesso prioritario sugli imbarcaderi per residenti, studenti, lavoratori (18mila accessi al giorno)
  •     ristrutturazione di tutte le case comunali in città antica entro il 2020, attualmente lavori di manutenzione in corso
  •     bando ERP (edilizia residenziale pubblica) in corso
  •     bandi speciali per giovani e giovani coppie (assegnazioni da ottobre)
  •     bandi social housing (ex Coletti)
  •     abbassamento Tari per famiglie (3-5%) e imprese (fino al 30% per negozi di vicinato e superfici commerciali fino a 100 mq)
  •     approvazione del piano delle acque per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna
  •     trasporto pubblico full electric a Lido: progetto finanziato, al via dal 2020; sperimentazione bio-diesel Eni nei vaporetti
  •     riassegnazione posti barca e nuovo regolamento Garage comunale
  •     scavo in umido dei canali: oltre 4,5 milioni di euro dal 2015
  •     offerta culturale, con mostre di interesse internazionale (Canaletto, Tintoretto)
  •     cinema all'aperto a San Polo, ma anche a Pellestrina, Santa Marta, teatro a Burano, Murano, Sant'Erasmo
  •     Salone nautico per riportare l'economia del mare in città antica e richiamare l'attenzione sull'industria navale
  •     Campagna internazionale #EnjoyRespectVenezia che ha visto tra gli altri come testimonial George Clooney, Clint Eastwood, Bebe Vio, Elisa e Max Gazzé.

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