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Grandi navi, Federagenti: «No alle decisioni dall'alto. Governo e Unesco si confrontino»

Le categorie del settore invocano la salvaguardia delle attività e dei posti di lavoro

Una nave in transito lungo il canale della Giudecca, archivio foto

Grandi navi a Venezia: mentre si attende la decisione del governo sulla crocieristica nella città lagunare le categorie del settore invocano la salvaguardia delle attività e dei posti di lavoro al porto. «No a provvedimenti di imperio - argomenta il presidente di Federagenti, la Federazione degli agenti marittimi, Alessandro Santi - C'è la piena disponibilità a discutere con chiunque, in primis con il governo, al quale abbiamo chiesto di essere ascoltati prima che venga assunta qualsiasi decisione. E quindi anche l’Unesco, ma non siamo disposti ad accettare imposizioni che mettono in discussione il presente, rappresentato da più di 4.000 posti di lavoro connessi direttamente con le crociere e oltre 20.000 che gravitano attorno al porto di Venezia».

C'è quindi preoccupazione di fronte al rischio di «decisioni improvvisate del governo che vietino da subito, senza alternative e senza basi tecniche, l’arrivo a Venezia delle navi da crociera». L’alternativa, sottolinea Santi, è quella di un’analisi tecnica sulle banchine a Marghera, «accompagnata da uno studio scientifico sui rischi reali (per dimensionare i limiti) sugli effetti idrodinamici (pressione che si esercita sulla superficie) più che negli scali delle grandi navi, e sulla mancata manutenzione dei canali lasciati interrare. E uno studio che tenga primariamente conto dei lavoratori e delle famiglie».

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