Raccolta alimentare, manutenzione, aiuto compiti: le iniziative solidali che partono "dal basso"

Diversi servizi ai cittadini veneziani sono stati attivati su iniziativa del Laboratorio Morion: ecco come funzionano

Tra le iniziative solidali pensate per aiutare i veneziani in questo periodo di difficoltà ci sono quelle del laboratorio occupato Morion, che per lo scopo ha radunato circa cinquanta volontari, coadiuvati da altrettanti aiutanti: «Abbiamo deciso, per quanto ci è possibile, di prenderci cura della comunità lagunare, soprattutto dei più deboli», spiegano. Sin dall’inizio della quarantena, per esempio, hanno attivato un servizio denominato "sos spesa" per andare incontro a tutte quelle persone che si trovano impossibilitate ad uscire di casa.

Col passare delle settimane, l’iniziativa è stata ampliata: «Abbiamo deciso di attivare diversi servizi: mettiamo a disposizione le nostre forze e le nostre capacità per piccoli lavori e servizi di mutuo aiuto finalizzati alla creazione di uno spazio di solidarietà». Nello specifico, sono stati organizzati piccoli lavori di manutenzione idraulica ed elettrica grazie alla società R3B, aiuto compiti e supporto scolastico in collaborazione con il collettivo universitario Li.S.C., un servizio di informazioni ai lavoratori, uno sportello casa per delucidazioni su affitti e questioni legate all’abitare a cura di ADL Cobas e ASC, e una scuola di italiano online per cittadini stranieri con l’associazione Parole in Movimento. 

Non solo: i volontari hanno messo a disposizione i loro spazi per poter realizzare una raccolta alimentare di solidarietà. Sarà possibile, in tal modo, donare alimenti e scatolame a lunga conservazione, prodotti per l’igiene della persona e della casa e beni di prima necessità per i più piccoli: tutto questo sarà poi consegnato a persone e famiglie che si trovano in difficoltà economiche. «Abbiamo aperto due spazi, a disposizione di chiunque vorrà portarci una spesa: la sede del comitato No Grandi Navi e del sindacato ADL Cobas e il Laboratorio Occupato Morion, entrambi a Castello», spiegano i volontari.

Il periodo di emergenza sanitaria ha messo in luce alcuni dei problemi che affliggono la città lagunare. La decisione di ampliare l’offerta solidale è stata presa quindi con la consapevolezza di dare un sostegno concreto ai cittadini: «Ci chiamano persone che sono in grande difficoltà e che hanno bisogno di consigli e di sostegni - spiega Chiara Buratti, dipendente di ADL Cobas - Sono numerosissimi coloro che si troveranno, al termine di questo periodo, con richieste di sfratto. Questi cittadini abitano in una città con affitti carissimi ma non hanno alcuna risposta da parte delle istituzioni. Basare l’intera economia cittadina esclusivamente sulla questione turistica porterà inevitabilmente a gravi conseguenze».

Dichiarazioni, queste, che trovano eco nelle parole dei ragazzi del Laboratorio Occupato Morion: «Le persone a cui abbiamo consegnato la spesa hanno messo in luce un’emergenza sociale già esistente, ma aggravata dalla pandemia: l’impossibilità di uscire di casa, la fatica a pagare l’affitto, le ristrettezze economiche, la difficoltà nel gestire i figli, i licenziamenti, la solitudine. Certamente sono effetti riscontrabili in qualsiasi città italiana, ma a Venezia sembrano essere amplificati da una città che soffre la monocoltura turistica».

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