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Martedì, 16 Agosto 2022
Attualità

Il progetto Pic “patrimonio industriale contemporaneo” del centro Aiku-arte impresa cultura di Ca’ Foscari, vincitore del premio nazionale “cultura+impresa”

Creatività, innovazione e contaminazione artistica: musei d’impresa e nuove forme di narrazione per raccontare la cultura aziendale di sei imprese venete. E fare anche del patrimonio industriale un fattore di attrattività turistica.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Il progetto “PIC -Patrimonio industriale contemporaneo” di Università Ca’ Foscari Venezia è uno dei tre vincitori della nona edizione del Premio Cultura+Impresa, il più importante riconoscimento italiano dei progetti che vedono giocare in squadra la cultura e le imprese, promosso da Federculture e The Round Table in partnership con Comune di Milano e Ministero della Cultura. Il progetto di Ca’ Foscari risulta il primo assoluto della categoria “Produzioni Culturali d’Impresa”.

A ritirare il premio nell’evento di proclamazione ufficiale dei vincitori, svoltosi stamattina ad ADI-Design Museum di Milano, è stato Fabrizio Panozzo, docente di management culturale a Ca’ Foscari, ideatore del progetto e direttore scientifico di Aiku-Arte Impresa Cultura, il centro di Ca’ Foscari dedicato alle interazioni tra cultura, processi creativi e mondo delle imprese.

Attraverso la progettazione di musei d'impresa e interventi artistici in azienda, Aiku attiva la creatività di artisti e professionisti della cultura per stimolare il cambiamento e l’innovazione strategica all’interno delle imprese, traducendo i risultati della ricerca universitaria in progettualità concrete di incontro e contaminazione tra i due mondi.

Commenta Panozzo con soddisfazione: «È il riconoscimento che le relazioni tra economia e cultura stanno evolvendo verso forme sempre più articolate che vedono artisti e imprenditori collaborare nei processi di trasformazione strategica. Da anni a Ca’ Foscari studiamo e stimoliamo questa traiettoria non solo come responsabilità culturale d’impresa, ma come scelta strategica che configura modelli di business culture-based. Immaginiamo così le imprese come musei del contemporaneo, sensori che prima di altri possono percepire e dare senso ai cambiamenti sociali».

Finanziato dalla Regione del Veneto tramite il Por FSE 2014-2020, il progetto ha coinvolto sei aziende venete in un percorso di coaching, basato su un approccio art&business, dando vita a nuovi racconti dei luoghi della produzione e del lavoro, centrati sul loro patrimonio culturale. Obiettivo concreto: supportarle nel valorizzare più efficacemente e con modalità creative la propria identità e la storia del brand, ma anche il proprio impatto sociale e il legame con il territorio, grazie a una nuova visione del museo d’impresa e a forme innovative di narrazione della cultura aziendale.

Le sei realtà protagoniste sono Arper, Dersut, Grafiche Antiga, Irinox, Keyline e Villa Sandi. Un progetto che, saldando strettamente tra loro impresa, cultura e patrimonio, potrà generare nuove traiettorie di scoperta dei territori ad alta densità di piccole e medie impresa. Si configura così un nuovo “turismo industriale” che ha come destinazione nuovi “distretti culturali”, attrattivi grazie alla compresenza di espressioni artistiche, paesaggio, musei d’impresa ed eccellenze produttive.

È un fronte di indagine e di intervento che, proprio per la sua portata e i risultati connessi, ha valso ampi riconoscimenti al centro Aiku e a Fabrizio Panozzo il ruolo di coordinatore scientifico dello Spoke "Turismo, Cultura, Creatività", finanziato dal Pnrr e guidato da Ca’ Foscari nell'ambito dell'ecosistema dell'innovazione tra le Università del Nordest.

“PIC - Patrimonio Industriale Contemporaneo” è un progetto finanziato dalla Regione del Veneto attraverso la DGR n. 254 del 02/03/2020 “Il lavoro si racconta - Botteghe e Atelier aziendali. Itinerari alla scoperta dei Patrimoni d’impresa”. Il progetto si pone all’interno dell’Asse I Occupabilità del POR FSE 2014-2020. Il progetto gode del patrocinio di Assindustria Venetocentro nell’ambito di “Capitale della Cultura d'Impresa 2022”.

LE AZIENDE COINVOLTE E LE PROGETTUALITÀ SVILUPPATE CON PIC

ARPER Monastier di Treviso (TV) Fin dai primi anni duemila – momento del suo ingresso nel settore del design per l’arredo – Arper ha considerato la cultura come strumento e fi¬ne per la realizzazione della propria visione. In Arper la variabile culturale è infatti essenziale per l’evoluzione della progettualità e dell’identità del marchio, rappresentando un fattore chiave per guidare il dialogo interno della comunità aziendale e creare relazioni forti con gli stakeholder ed il territorio. Il progetto PIC ha supportato Arper nello sviluppo di una riflessione nuova, volta a integrare il fattore culturale nel business aziendale in chiave sistemica, così da renderlo un elemento di competitività distintiva. La creazione dell’archivio aziendale si confi¬gura quindi come strumento fondamentale di racconto dell’identità e stimolo all’innovazione evolutiva del brand. Proprio con l’intento di approfondire l’indagine sul ruolo dell’archivio aziendale e la sua centralità per confermare i valori fondativi, PIC ha inoltre contribuito ad attivare la prima esperienza di residenza artistica con Alessandro Calabrese, ospitata presso “Villa Filanda Antonini” (VFA).

DERSUT Conegliano (TV) Il Museo del Caffè Dersut a Conegliano, emblema della passione della famiglia Caballini di Sassoferrato per il caffè, le sue origini e la sua convivialità, si avvale di inediti strumenti narrativi per raccontare il patrimonio culturale industriale di cui è custode. Nuove storie e nuove forme di narrazione visiva nella trasmissione dei valori aziendali, con l’obiettivo di trasferire concretamente ed emozionalmente allo spettatore l’idea di un museo vivo e dinamico dove viene custodito il “sapere del caffè”. Grazie al supporto tecnico e creativo di Alessandro Baratto, videomaker e appassionato di documentaristica, si è concretizzato un progetto volto a raccontare il Museo del Caffè Dersut, un luogo dove la lunga storia della torrefazione Dersut si incrocia con quella della famiglia Caballini di Sassoferrato e con quella della città di Conegliano, attraverso un vero e proprio rituale di preparazione dell’espresso. Per farlo sono state selezionate 3 macchine da caffè storiche conservate nel Museo del Caffè che rappresentano le pietre miliari da inizio ‘900 ¬fino ai nostri tempi. Il “sapere del caffè” viene così trasmesso emozionalmente allo spettatore ¬finale attraverso il fascino della manifattura italiana e ai sapienti ed esperti gesti dei professionisti dell’espresso.

GRAFICHE ANTIGA - TIPOTECA Cornuda (TV) ¬Dalla sua inaugurazione Tipoteca, Museo della Stampa e del Design Tipografi¬co, è uno spazio vitale di lavoro e condivisione, crocevia di esperti designer ed appassionati, un luogo di sapere e di cultura fortemente voluto dai fratelli Antiga. Grazie al progetto PIC, Tipoteca ha affrontato un percorso di consapevolezza della sua identità come fulcro strategico di convergenza tra cultura, didattica e strategie d’impresa. Partendo dalle competenze, dal know-how e dalle relazioni strategiche che Grafi-che Antiga ha saputo sviluppare negli anni, con il supporto dei professionisti di Marketing Arena, Tipoteca ha configurato una proposta educational distintiva e specifi¬ca per il suo target di pubblico, veicolata attraverso nuovi strumenti digitali e una strategia comunicativa ad hoc. Il progetto mette a sistema le due facce del museo d’impresa contemporaneo: quella che considera il patrimonio in chiave attrattiva e lo spazio come un luogo vivo, un hub di creazione e apprendimento, e quella imprenditoriale legata allo sviluppo di modelli di business caratterizzanti e sostenibili.

IRINOX Conegliano (TV) Quella di Irinox, che opera nella produzione di abbattitori rapidi di temperatura e di sistemi di conservazione, è una storia di oltre vent’anni di successi, innovazioni e momenti che hanno contraddistinto progressi culturali e tecnologici. L'impresa fin dall’inizio si è mostrata sensibile ai linguaggi artistici contemporanei, alla bellezza e alla creatività, considerati veri e propri motori di stimolazione di pensieri laterali e innovativi. Grazie al progetto PIC, e alla visione strategica del suo management, l’azienda ha ospitato in residenza l'artista Matteo Attruia, che ha così potuto restituire, attraverso la sua personale poetica, un'opera d'arte denominata “Wonder Will”. Si tratta di un’installazione formata da una grande scritta, “Wonder Will” appunto (ispirata a quella della ruota panoramica di Coney Island a New York, la “Wonder Wheel”), illuminata da 140 lampadine; sulla loro superficie i lavoratori dell’azienda hanno riportato alcune parole evocative che intendono esprimere la loro personale idea di futuro desiderabile e auspicabile. L’opera partecipativa diventa così, citando le parole dell’artista, “una specie di monito, un invito all’azione individuale” e, al contempo, il simbolo dell’azione collettiva dell’impresa verso un futuro migliore e più sostenibile. Temi molto cari a Irinox, quelli della sostenibilità e della neutralità climatica, rispetto ai quali l’azienda ha compiuto scelte concrete come la riduzione dei suoi impatti ambientali e la recente sottoscrizione del “Global Compact” delle Nazioni Unite, con cui si impegna a supportare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di Agenda Onu 2030.

KEYLINE Conegliano (TV) La narrazione visiva inedita e immersiva e il digitale, come strumento strategico nella promozione della cultura e dell’impresa, sono al centro del percorso di Keyline con PIC nella valorizzazione del patrimonio culturale industriale della famiglia Bianchi, che opera ininterrottamente nella produzione di chiavi dal 1770. L’obiettivo primario è stato quello di creare una comunicazione parallela a quella tradizionale e interattiva, per raggiungere e informare un pubblico nuovo, difficilmente coinvolgibile dall'esperienza di visita tradizionale, oltre a ¬fidelizzare quello già acquisito. Grazie al supporto tecnico e creativo di Ivan Frattina, videomaker, fotografo ed esperto VFX (effetti visivi), si è realizzato il virtual tour del Museo della Chiave Bianchi 1770 e dello showroom aziendale, accessibile dal sito di Keyline. La nuova esperienza di visita consente di immergersi nel passato – e dunque nella storia dell’azienda raccontata attraverso l’ampia collezione di chiavi, lucchetti e serrature della famiglia –, ma al contempo di proiettarsi nel futuro e nel progresso tecnologico, rappresentato dalle macchine duplicatrici meccaniche ed elettroniche progettate e prodotte da Keyline.

VILLA SANDI Crocetta del Montello (TV) Villa Sandi, patrimonio storico e artistico delle terre trevigiane risalente al 1622, è oggi sede di rappresentanza della cantina omonima di proprietà della famiglia Moretti Polegato. L’imprescindibile elemento culturale è parte integrante nella restituzione di senso che lega l’azienda alla storia e al territorio. Il percorso attivato da PIC ha messo al centro le potenzialità della narrazione audiovisiva, intesa come strumento strategico per nuove forme di promozione dell’heritage. Partendo da un approccio emozionale e interattivo, integrato con le più moderne soluzioni digitali, il progetto ha consentito di innovare la narrazione degli spazi delle cantine della Villa, fulcro dell’identità e del patrimonio culturale dell’azienda. Con l’obiettivo di creare dei canali comunicativi in grado di coinvolgere lo spettatore, grazie all’intuizione artistica e alla direzione creativa di D20 Art Lab, è stato quindi ripensato il modo di narrare gli spazi delle secolari cantine sotterranee dove riposa Metodo Classico Opere Trevigiane. L’installazione audiovisiva site-specific prende dunque vita con l'intento di rendere visibile la stratificazione di tempo e di saperi che coinvolgono l’ecosistema della produzione del vino. L'immagine che si riflette e si moltiplica, ispirata a uno dei maestri della videoarte come Bill Viola, esprime il prendere forma del prodotto finito attraverso le successive fasi: dal territorio al calice.

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